Fino a Lazio-Lecce del nove gennaio, ultima del girone d’andata, si dovrà fare di necessità virtù, ci si dovrà arrangiare con ciò che al momento si ha incasa. Quel che si ha in casa non è cosa di poco conto (o almeno così ci è stata a suo tempo presentata) ma i risultati testimoniano che non ha funzionato come auspicato e previsto.

Ci si dovrà arrangiare con quel che si ha visto che i rinforzi promessi, per quanto solerti si possa essere nella chiusura delle operazioni di mercato, saranno arruolabili in partita non prima della seconda settimana di gennaio.
E’ necessario allora che contro Chievo, Napoli e Lazio (il derby sfugge ad ogni regola) il Lecce pensi prevalentemente a “non farsi male” sotto la spinta della ricerca del “far bene” costi quel che costi. Far bene vuol dire che la lettura delle partite potrà suggerire che un punto vale certamente meno di tre, ma anche più di zero. E’ questa una chiave di lettura ad oggi poco utilizzata: non ci si rimette in dignità calcistica se la fase di copertura godrà di qualche attenzione in più, di maggior protezione, rispetto a quella della costruzione dei temi offensivi; i tifosi capiscono e capiranno.
Si comincia con il Chievo, squadra spinosa in particolar modo quando gioca in trasferta. A prescindere da qualche individualità di spicco, il Chievo è molto abile nel trasferire  la palla a velocità elevatissima, da lla propria alla altrui area dove spesso, in agguato, c’è un certo Pellissier!
Da gennaio in poi, se i rinforzi si dimostreranno tali, si potrà cambiare registro, anzi, sarà indispensabile farlo!

 

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