Fischietti, striscioni e cori da stadio questa mattina, davanti la sede della Provincia di Lecce a Palazzo Adorno. Una protesta che nasce da “un bisogno di dignità”, come è stata definita dai 683 lavoratori dei servizi Asl che attendono da febbraio che le loro posizioni lavorative, siano internalizzate.

 

All’inizio dell’anno infatti, il Consiglio Regionale aveva deciso con una delibera l’internalizzazione delle ditte di servizi dei presidi ospedalieri; di fatto ciò è avvenuto a Foggia, a Taranto e nella provincia di BAT (Barletta, Andria, Trani), un lavoro non semplice che ha interessato quasi 5000 lavoratori in tutta la Puglia. Eppure i lavoratori leccesi attendono ancora una risposta. Nonostante alla fine dell’estate i sindacati Cgil e Rdb assicuravano i dipendenti che il contratto sarebbe stato firmato con la ditta Sanitaservice in ottobre e che i loro posti di lavoro fossero al sicuro, adesso a dicembre, non è cambiato nulla.
“Abbiamo subito un torto imposto sia da Vendola che da Fitto”, tuonano indignati i dipendenti, inneggiando con cori e fischietti per farsi sentire dalle finestre di Palazzo Adorno.

 

E il Presidente della Provincia Antonio Gabellone non ha lasciato inascoltata la protesta, anzi dopo aver incontrato le rappresentanze sindacali, ha rilasciato una sua dichiarazione, appellandosi sia al presidente della Regione Nichi Vendola che al ministro delle Finanze Giulio Tremonti, perché si possa giungere quanto prima ad una soluzione: “Si prende atto, con profondo rammarico, che non vi è stata la possibilità di arrivare alla condivisione ed alla firma di un documento unitario che segnasse l’importante risultato di arrivare ad un incontro interistituzionale in grado di condividere un percorso di risoluzione certo della vicenda posta sul tavolo della discussione.
L’impressione è che lo stato di conflittualità che nei mesi si è stratificato non sia di giovamento al percorso di risoluzione della vicenda.
Per questo, si fa ulteriore appello a Regione e Governo nazionale a che ognuno possa trovare un momento di convergenza, mettendo a disposizione l’uno dell’altro ogni singola posizione, pur di pervenire rapidamente ad una soluzione condivisa “.

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