Si è tenuta oggi a Bari, presso l’Area Politiche per l’ambiente, le Reti e laq Qualità Urbana, Servizio tutela delle Acque, la riunione convocata dalla Regione Puglia a seguito della delibera con la quale la Giunta Comunale di Vernole ha denunciato l’impropria situazione dello scarico a San Cataldo dei reflui degli impianti di depurazione e dopo gli incontri bilaterali svolti nei mesi scorsi tra lo stesso Ufficio Regionale ed i vari soggetti istituzionali interessati.

Obiettivo dell’incontro odierno era quello di verificare il livello di efficienza degli impianti in esercizio (AQP ed ASI), e di conseguenza la qualità delle acque sversate in mare, nonché valutare la fattibilità dell’avvio in attività del considerevole impianto di affinamento costruito dal Consorzio di Bonifica Ugento e Li foggi, collaudato da tempo e mai attivato.
Alla riunione erano presenti il Sindaco di Vernole Mario Mangione, accompagnato dal Presidente del Consiglio Antonio Pascali e dal vice sindaco Pantaleo Mangè, per AQC Bari il responsabile affari regolamentari Dott. Luigi De Caro, il direttore opera ing. Antonio De Leo, il responsabile per la depurazione ing. Mauro Spagnoletti, per l’ASI di Lecce il Capo Servizio Tecnico ing. Leonardo Dimitri, per l’ARPA Lecce il dirigente dott. Antonio D’Angela, per la Provincia di Lecce l’ing. Dario Corsini, dirigente del Servizio ed il funzionario dott. Mario Manna, per l’AQC Lecce il responsabile macro area dott. Giuseppe Valentini, il responsabile depurazione ing. Nicola Tselikas, il responsabile amm.ne e u.t. Marcello Rainò, per il Consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi il direttore e vice area agraria dott. Antonio Bruno e Giancarlo Mazzeo, per la Città di Lecce il responsabile ufficio VIA e Impatto Ambientale dott. Luciano Mangia, nonche il direttore dell’Oasi delle Cesine Carmine Annicchiarico.
I responsabili di AQP hanno affermato che l’analisi delle acque prelevate all’uscita dell’impianto da loro gestito a Ciccio Prete possono considerarsi nella norma; il funzionario della Città di Lecce ha assicurato il corretto allaccio, a valle dei depuratori, sul collettore che da Ciccio Prete porta a San Cataldo, degli scarichi  dei depuratori a servizio di due villaggi turistici, che l’amministrazione cittadina ha autonomamente inibito l’esercizio dell’impianto fitodepurativo in agro di Vernole, ma nulla ha detto in merito alla condotta mista, alla confluenza di acque bianche e nere; l’ing. Dimitri, per l’ASI, riconosciuta la scarsa efficienza del loro impianto, peraltro sotto sequestro giudiziario, ha dichiarato l’immediato avvio di lavori di adeguamento della struttura sin dai prossimi giorni, non appena la magistratura competente ne avrà autorizzato l’esecuzione.
Si è concordato sulla necessità di rendere immediatamente funzionali gli impianti già in esercizio e contestualmente perseguire una mirata azione di raccordo di tutte le infrastrutture già realizzate, pur se in maniera del tutto scoordinata, esaminando nel concreto la fattibilità tecnica ed economica di attivare il grande impianto di affinamento realizzato dal Consorzio di Bonifica Ugento e li Foggi, collaudato e mai andato in esercizio.
La Provincia di Lecce, e per essa l’ing. Dario Corsini, ha assunto l’impegno di raccordare, sia dai prossimi giorni, i tecnici di AQP, ASI e Consorzio di Bonifica per approfondire le caratteristiche della imponente infrastruttura e ricercare, unitamente al competente Ufficio della Regione ed al Comune di Vernole,  le soluzioni tecniche volte all’utilizzo dei reflui in agricoltura ovvero a fini industriali.
Il Sindaco Mario Mangione, pur riservandosi la possibilità di quantificare e richiedere a tutti i soggetti responsabili  il risarcimento del danno arrecato al territorio ed alla comunità vernolese,  ritiene positivo l’incontro che ha visto allo stesso tavolo i vari enti coinvolti alla ricerca, pur se a posteriori, di soluzioni progettuali coordinate la cui mancanza ha determinato realizzazioni di opere sin’ora inutilizzate, con ingenti sprechi di danaro e gravi danni ambientali ed aconomici.