“L’iter parlamentare di una delle più controverse riforme sull’università  arriva al termine: oggi il DDL Gelmini è stato approvato dal Senato, con 161 voti favorevoli, 98 contrari e 6 astenuti. Tuttavia prima della pubblicazione nella gazzetta ufficiale, e quindi dell’attivazione della legge

, manca ancora un passaggio la firma del   presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che con le dichiarazioni  degli ultimi tempi è l’unica istituzione che ha cercato di stabilire un dialogo con gli studenti capendone sia i disagi provocati da questa riforma scellerata, sia le richieste e le proposte alternative.” Lo comunica in una nota l’UDU di Lecce.
“Il movimento studentesco leccese legge con amarezza ciò che in queste settimane ha caratterizzato il confronto parlamentare, con una maggioranza che cercava di approvare il DDL in maniera più veloce possibile, accusando gli studenti di non aver capito la riforma e di essere dei violenti, mentre l’opposizione anziché farsi portavoce dei disagi di chi vive l’università, ha cercato di fare del mero ostruzionismo.
Anche se il DDL Gelmini ormai è legge gli studenti, che negli ultimi mesi hanno messo in piedi il più grande movimento  salentino mai visto, sono più che mai convinti che la protesta  non debba affievolirsi ma reagire con veemenza. Il movimento di oggi è nato dalle ceneri dell’onda del 2008, generata come uno tsunami dalla legge 133, per poi finire nel nulla dopo l’approvazione. Se è vero che dal passato si impara questo movimento non vuole fare passi indietro:  gli studenti andranno avanti con la loro protesta, perché  non si tratta solo di una pessima riforma dell’università, ma anche del futuro delle giovani generazioni.
Oggi è una giornata di lutto  per il sistema di formazione pubblica italiano, ma anche per la politica tutta, che invece di rappresentare il volere del popolo si è chiusa in parlamento, a lavorare per proprio conto. Di particolare gravità è la dichiarazione di voto della Lega, che parla di meritocrazia finanziaria, descrivendo in questo modo sia i continui finanziamenti alle scuole private che sono destinati a  crescere, sia i maggiori finanziamenti per le università del nord, dimostrando la mancanza assoluta di obiettività dei criteri della riforma, mirata a sostenere la privatizzazione delle università pubbliche e a favorire gli interessi di una parte del mondo dell’istruzione pubblica che non sono sicuramente gli studenti.
L’approvazione della legge quindi non ha gettato, come forse pensava il governo, acqua sul fuoco, il movimento studentesco è maturo e consapevole: consapevole che anche se la lotta per un Università migliore è dura non bisogna mollare, ma percorrere questa strada fino in fondo, consapevole che dal buon esito delle proteste dipende il futuro di un intera generazione messa in un angolo da anni di politiche scellerate, mentre i nostri politici dovrebbero essere consapevoli che non sarà l’approvazione del DDL a far mollare la presa agli studenti, consapevoli che il movimento non si fermerà fino a quando non raggiungerà i suoi obiettivi.”