“Scriveva l’Arpa quando la centralina era situata in Piazzetta De Santis che “ il sito è caratterizzato da incrementi rilevanti di PM 10 in quanto gli sforamenti del valore limite registrati superano il numero massimo di 35 consentiti in un anno solare”, per dirla con parole semplici nel cuore di Lecce l’inquinamento ha toccato livelli preoccupanti.” Lo dichiara l’on. Antonio Rotundo.

“Davanti a questa situazione qualcuno ha avuto l’idea geniale di spostare la centralina; ci si è comportati come quel paziente che per ridurre la febbre pensa bene di distruggere il termometro che la misura.

La domanda che i cittadini si fanno e noi con loro è se con lo spostamento della centralina da piazzetta De Santis in piazza Libertini il problema sia stato risolto o, al contrario, semplicemente
rimosso, se cioè non si sia fatto come gli struzzi che pensano di risolvere i problemi mettendo la testa sotto la sabbia.

La conseguenza di quella scelta miope è che oggi non abbiamo nessun dato sull’inquinamento atmosferico con il rischio per i cittadini di essere vittime incolpevoli delle politiche di una giunta che anche in questo caso ha deciso di non decidere, si è lavata le mani, rinunciando di fatto a qualunque azione di monitoraggio dell’aria in una zona centralissima della città, dove secondo l’Arpa “ si concentrano gli inquinanti senza disperdersi in atmosfera producendo l’effetto canyon”.

I cartelli scritti a mano ed affissi, in questi giorni, in viale Otranto sono una sacrosanta forma di protesta di cittadini esasperati verso quella che appare essere una grave sottovalutazione del problema da parte del governo cittadino, che non ha mai affrontato queste tematiche con determinazione e nettezza nelle decisioni.

Occorre ora trovare soluzioni, senza perdere ulteriore tempo; chiediamo che il Comune sottoscriva una convenzione integrativa con Arpa con la quale affidare all’agenzia il compito di un attento monitoraggio – anche attraverso l’uso di un mezzo mobile – della qualità dell’aria, analizzandone la composizione chimica per poter adottare poi, sulla base di quelle analisi, tutte quelle misure che si renderanno necessarie per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute dei cittadini.

Ciò si rende necessario ed urgente perché è del tutto evidente che non è possibile perdurare ancora nell’attuale situazione in cui il Comune ignora totalmente a cosa sono esposti i cittadini in una area nevralgica della città dove tra l’altro – oltre a migliaia di presenze giornaliere – ci sono ben due scuole, frequentate da centinaia di studenti oltre che dal personale, e la Villa Comunale, luogo dove quotidianamente la famiglie trascorrono parte della giornata.”

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