Accertamenti Tarsu si abbatteranno a breve in maniera capillare sul territorio cittadino, in seguito ad un campione elaborato dal Comune di Lecce e che attesta l’evasione della tassa sui rifiuti solidi urbani in maniera parziale e totale.

Lo ha illustrato questa mattina in conferenza stampa, l’Assessore al Bilancio e Tributi Attilio Monosi, attento a spiegare alla stampa l’elaborato del provvedimento che potrebbe attribuirgli, se mal interpretato, impopolarità tra i contribuenti leccesi.
E’ stata compiuta un’analisi a campione prendendo in considerazione venti condomini leccesi, due per ogni quartiere circa, una ricerca eterogenea per dare credibilità all’analisi e, attraverso i controlli incrociati si è giunti al risultato previsto a monte: oltre il 40% di evasione. Il dato corrisponde a 468 unità immobiliari di cui 299 abitazioni e 177 box. Di questi ultimi, ben 145 sono non tassati. “Anche i garage pagano la tassa sui rifiuti, ha dichiarato l’Assessore, voglio credere che una parte degli evasori siano in buona fede, considerando il box esente, ma si tratta di un vano-casa ed è soggetto al pagamento nella stessa logica per cui non è soggetto ad Ici”. L’evasione si suddivide tra totale e parziale: nel primo caso si tratta di abitazioni non dichiarate all’ufficio tributi, nel secondo caso la dichiarazione viene fatta in maniera approssimativa.

Il campione elaborato, ha accertato un’evasione del 33.5% circa della superficie accertata per una metratura approssimata per difetto di 10.000 metri quadri. Questi dati se riportati in termini monetari sull’incasso del dovuto, dal 2005 ad oggi il Comune incasserebbero 110 mila euro escludendo sanzioni ed interessi. Una lotta all’evasione senza esclusione di colpi nei confronti di chi contravviene al rispetto delle regole. Questo perlomeno nelle intenzioni dichiarate da Monosi che ha improntato il progetto su due principali direttive: la giustizia dell’equità tributaria con  successiva riduzione del carico fiscale e  l’aumento degli investimenti sociali attraverso il ricavo dell’evasione.

La metodologia usata per elaborare il modello fin qua descritto, si avvale del database della Soget che incrocia i dati dei contribuenti con quelli del catasto e dell’ufficio anagrafe, il confronto per differenza  riporta un dato matematico scientificamente accertato, con un margine d’errore del 5 %.  Questo modello, elaborato in una percentuale dei condomini che corrispondono all’1,5% del totale cittadino, andrebbe riportato fino a coprire l’intera superficie in un arco temporale di circa un anno per l’accertamento di tutti gli evasori cittadini.
Tuttavia, i contribuenti irregolari, possono sanare la posizione con un’autocertificazione da presentare all’Ufficio Tributi usufruendo così dello sconto del 75% sulla sanzione. Una volta effettuati tutti gli accertamenti, il tributo andrà a regime, sarà cioè effettivo per tutti gli anni a venire, incrementando gli introiti  delle casse comunali di circa 800 mila euro l’anno.

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