Partiamo dal nome del vostro progetto, perché “Stone blind”?

Il nome Stone Blind nacque per caso, quasi per magia, in una notte piovosa del novembre 2007. Il dito per gioco cadde su quei due termini accoppiati -stone blind appunto, e subito capimmo che quel nome si sarebbe plasmato perfettamente ai nostri spiriti.

Anzitutto, “Stone Blind” è un intercalare della lingua inglese che ha significato di “completamente ciechi”.Questo nome si adatta in maniera uniforme alla nostra formazione, per il significato più profondo che racchiude.Se ci gettiamo per un attimo nel passato possiamo comprenderne la storia fascinosa che il termine nasconde.
Infatti, è un rifarci al nome di Omero, e più precisamente al termine ‘o Me Oron, che ha significato di “colui che non vede”, non nel senso dell’essere ciechi, ma simboleggiando la tradizione orale con cui i poemi epici sono stati tramandati ai giorni d’oggi, così come noi vogliamo far conoscere le storie d’ un passato ancora presente che raccontiamo.
E ancora ‘o Me Oron simboleggia quella voglia di non soffermarsi alle apparenze, di chiudere gli occhi nei confronti della realtà e di guardare oltre, costruendosi un mondo nuovo, un mondo proprio, fatto di passione, musica e poesia.
Stone Blind significa vedere metaforicamente attraverso gli occhi degli “Dei”, Dei incarnati in musica e parole.

Un passo indietro: come sono nati i” Stone blind”?

Gli Stone Blind nacquero nel novembre 2007 dalla mia forte ambizione (parla BlindSu, front girl e master voice della band) a dar vita a un progetto proprio, originale, innovativo, con quel tocco di personalità incandescente che non sarebbe passata inosservata.
La band si forma in meno di una settimana, subendo nel corso degli anni numerosi cambi di line-up e crescendo molto dal punto di vista stilistico-musicale.
La grinta, l’originalità e la non identificabilità in un genere musicale preciso ci ha permesso d’essere uno dei pochi gruppi di zona che ha fatto parlare molto di sé, nel bene o nel male, l’importante per noi è sempre stato stupire e perché no, scioccare!Concludo dicendo che, crederci, per me, non è affatto il punto di partenza!

Quali sono i vostri pregi e difetti?

Essenzialmente guardiamo ai nostri difetti come pregi, siamo egocentrici e cinici, questo per noi è un punto di forza, non un difetto. Guardiamo e pensiamo a noi stessi, alla nostra arte, alla nostra musica senza cercare d’essere come qualcun altro. Siamo convinti di essere unici in ciò che facciamo e non ci ha mai spaventato il pensiero negativo degli altri, anzi, anche questo è sempre stato frutto di adrenalina pura. Ci complimentiamo con orgoglio quando riscontriamo arte pura in altre band, apprezziamo l’altra arte purché possa chiamarsi tale, sottolineando il fatto che l’arte non sempre è bella ma deve sempre colpire gli animi per potersi definire tale. Oltre l’organismo Stone Blind, così descritto, ognuno di noi singolarmente ha pregi e difetti e sicuramente ognuno di noi, più o meno è umano!

Una domanda per ognuno di voi: quali sono gli artisti che vi hanno segnato, che vi hanno portato a iniziare questa strada?

(BlindSu) La mia carriera musicale comincia sin da piccolina, amavo stare al centro dell’attenzione, adoravo cantare, quindi solitamente ero la voce principale un po’ in tutti gli spettacoli a scuola. Cresciuta, la mia passione per la musica crebbe enormemente, iniziai a suonare la chitarra e a quindici o sedici anni (non ricordo di preciso) misi su il mio primo progetto. Era un progetto grunge dov’ero chitarra e voce, i nirvana e Kurt Cobain sono stati fonte inestimabile della mia ispirazione adolescenziale. Successivamente mi gettai in altre esperienze musicali, tutte poco adatte a me! Col tempo i miei gusti musicali cambiarono fortemente fino a dar vita agli Stone Blind. Pilastro della mia cultura musicale sono stati i Pantera e i Lamb of God. Adoro la musica nordica, cito alcune band: Nightwish, Epica, Korpiklaani, Amorphis, Apocalyptica, Children of Bodom ecc… Oltre a queste, molta ispirazione attuale la devo alla cultura cyber goth, alla dark electro e all’industrial. Tra i miei preferiti: rammstein e combichrist.

(Nila Ireth) Gli artisti che mi hanno segnata maggiormente sono i Nightwish dell’old Era per il loro modo di portare una semplice canzone a un qualcosa di epico. Ci sarebbero da nominare anche gruppi come Lamb of God o Children of Bodom per i loro testi e il loro sound potente e violento o anche diversi gruppi “industrial “per il modo di condire le opere con macabra cura.

(Tony Harris)Gli artisti che mi hanno segnato sono in primis gli Iron Maiden perchè a loro devo tutto… è grazie a loro che a partire dai quattordici anni ho avuto interesse per il basso e per la musica metal, quella che ha dato un genere, uno stile di vita e fatto la storia come appunto l’heavy metal inglese o meglio “maideniano”.Loro mi hanno trasmesso molte emozioni, durante la mia vita li ho seguiti in prima fila dal vivo e sento di aver appreso molto dal loro stile e da quello di Steve Harris. Sono dei signori che non si limitano solo a suonare ma a regalare emozioni profonde, sincere, sono un vero e proprio stile di vita!

(Ivan Beast) Diciamo che fin da piccolo mio padre mi ha educato con gli Iron Maiden e Hendrix, poi, prendendo la mia prima chitarra in mano, è nata la passione.I miei big, tra gli idoli che mi hanno ispirato, ovviamente sono i grandi chitarristi solisti, come Satriani, Malmsteen ecc… poi grazie alle influenze metal, sono diventato quello che sono ora!

L’ep Phoenix porta il nome simbolico della vostra rinascita! STONE BLIND BURN AND RISE LIKE PHOENIX! Com’è stato accolto dalla critica?

L’ep Phoenix è stato davvero simbolicamente, come rinascere, ci siamo riscoperti, abbiamo capito cosa c’era di puro fra noi e su cosa ancora si doveva lavorare. L’abbiamo registrato con i mezzi a nostra disposizione facendo le cose nel miglior modo possibile, proprio per mandare un messaggio d’impatto alla gente, com’è solito fare per noi!
Contiene cinque brani, ognuno dei quali ha segnato dei passi importanti per la band:
– We are the Heresy
– Follow the Winter
– Damned Poetry
– Rejection
– There’s no reason
We are the Heresy è il nostro portafortuna, il nostro nuovo trampolino di lancio!
L’ep è stato accolto in maniera straordinariamente positiva dalla critica, è stato in pochi mesi stravenduto, siamo stati recensiti dalle webzine più in vista e ora addirittura “We are the Heresy” attraverso la Chile Rocks viene distribuita fisicamente in tutto il mondo (principalmente Sud America, Giappone, Europa) e sul web nei più grandi store online come iTunes, Nokia music Store, Amazon, emusic, orange, Napster, Songrila.
Abbiamo scelto la fenice come copertina dell’ep proprio perché rappresentava quello che provavamo, la rinascita dalle ceneri dopo un periodo di silenzio totale!
Phoenix per noi è stato una fortuna, l’inizio di un cammino ancora più entusiasmante!
Non possiamo che dire STONE BLIND BURN AND RISE LIKE PHOENIX!

Per voi è più importante l’esibizione davanti al pubblico o il lavoro in studio sulle vostre canzoni?

L’esibizione live, davanti al nostro pubblico è qualcosa cui non rinunceremmo mai, portare un messaggio alla gente, quasi fossimo un profeta, un messia della nuova generazione è un’emozione immensa. Salire su un palco davanti alla folla provoca scariche di adrenalina enormi alle quali non possiamo rinunciare, sarebbe come non dare la scossa a qualcuno a cui si è fermato il cuore!
Il lavoro in studio, oltremodo, è qualcosa da non sottovalutare, è sicuramente importante che dal lavoro nelle tue quattro mura ne esca qualcosa di formidabile da diffondere attraverso il web o la distribuzione fisica.
Non sottovalutiamo nessuno dei due aspetti, ma non possiamo negare di preferire l’esibizione live sopra ogni altra cosa!

A oggi vantate numerosi traguardi: Quale ricordate con soddisfazione?

Siamo orgogliosi dei traguardi raggiunti fino ad oggi! Per la musica che portiamo avanti in una realtà così piccola, non è facile emergere, ma noi possiamo dire con orgoglio di aver avuto sempre la testa fuori dal sacco!
Le esperienze più belle sono state la trasferta in Basilicata, l’arrivare come secondo miglior gruppo nell’ambito rock regionale, essere intervistati svariate volte per l’accesissimo messaggio live che portiamo, essere stati per un tempo indefinito il migliore gruppo mychance col vantaggio di essere trasmessi su settanta radio italiane e in buona parte del nord Europa, e, soprattutto l’essere entrati nella compilation Chile Rocks (citata prima), tra centinaia di gruppi in gara e l’essere distribuiti con enorme piacere nei maggiori store online e nei maggiori paesi del mondo in maniera fisica!

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Il futuro porterà novità che nessuno si aspetta!
Al momento il nostro progetto si sta affacciando a nuovi orizzonti, nelle prossime settimane vi sarà una rivoluzione totale del nostro impatto visivo (ancora più azzardato) e del nostro impatto musicale!Possiamo solo dirvi che ci piace giocare col tempo, e che il tempo porterà un nuovo modo di vedere le cose! Pertanto non possiamo svelare altro, ma invitiamo tutti a seguirci per capire cosa bolle in pentola! Ovviamente, com’è nostro modo, tutto avverrà d’impatto e senza preavviso!

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…

Ringraziamo voi, così gentili nell’averci invitati, ci ha fatto molto piacere essere scoperti da altra gente!
Non possiamo che invitare tutti a seguire questi individui pieni di voglia a far vivere l’arte, eccessivi e stravaganti.
Ricordiamo il nostro myspace: www.myspace.com/stoneblindband ricordando anche che potrete trovarci su facebook con una pagina fan aperta a tutti!
Vogliamo anche precisare che la line-up è cambiata ed è al completo, ma nell’attesa che tutto sia teatralmente d’impatto, non sveleremo nulla!
Siamo felici del percorso fatto fino ad oggi e speriamo fortemente tutto proceda per passi sino alla meta!La luce e il fuoco della rinascita ci danno energia e nuove creature marchiate Stone Blind prendono vita giorno dopo giorno.
Nell’attesa che i giochi siano fatti e che la gente guardi questi giocolieri e ballerini fare la loro entrata in scena vi auguriamo un silenzio tombale prima della nostra esplosione!
Grazie a tutti coloro che credono nell’arte e vivono per essa!
RISE AND BURN!

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