A volte le vicissitudini dell’esistenza umana sono strane ed incomprensibili, riproponendo, anche a distanza di svariati anni, alcune situazioni già presentatesi in seno ad una famiglia. Infatti, mentre ora, nel primo decennio del XXI secolo, scrivo e collaboro con “corrieresalentino.it”

, più di un secolo fa un mio antenato, per la precisione uno dei miei trisavoli di nome Arturo, fondò il Corriere Meridionale, mezzo di stampa che per circa quaranta anni contribuì a diffondere nella Provincia di Terra d’Otranto prima, nelle successive province di Lecce, Brindisi e Taranto poi, le notizie e le informazioni provenienti da ogni angolo del pianeta.
Arturo era nato a Lecce il 12 dicembre 1852 da un’antica famiglia di origine veneziana ed appartenente al patriziato della Repubblica di Venezia. Iscrittosi a Napoli alla facoltà di medicina, dopo alcuni anni vi rinunciò, in quanto un suo zio, Michele, che pur essendo sposato non aveva avuto figli, gli propose il ruolo di amministratore delle sue proprietà. Arturo accettò ed alla morte dello zio ne ereditò i beni. Particolarmente versato per il giornalismo, nel 1889 fondò il Corriere Meridionale, la cui sede era a Lecce in via Petronelli, all’incrocio con via Vittorio Emanuele, esattamente accanto al portone del suo palazzo. Il giornale, formato da un unico foglio a quattro facciate, era a cadenza settimanale, infatti usciva ogni giovedì ed aveva un costo di 5 centesimi, salito poi a 10 durante la “Grande Guerra”, quindi a 30 durante il Fascismo. Le notizie, prevalentemente di cronaca, anche se la cultura in generale non era certamente trascurata, provenivano dalle maggiori città italiane ed estere, grazie all’organizzazione di una efficiente rete di corrispondenti. Non mancavano poi le notizie mondane, il più delle volte relative a ricevimenti, matrimoni, battesimi ed altro, riguardanti la famiglie nobili e civili di Lecce e di tutto il Salento. Particolareggiata è la descrizione del matrimonio fra la mia bisnonna, figlia di Arturo, ed il mio bisnonno, avvenuto il 22 gennaio 1910 e riportato sul numero 4 del 27 gennaio, nel quale viene fornito un minuzioso elenco delle persone invitate, compresi i titoli nobiliari e professionali, un altro elenco riporta invece i regali di nozze, dei quali solo uno è attualmente in mio possesso, e per finire anche il menu del rinfresco. Non poteva mancare, inoltre, la pubblicità, alla quale veniva dedicata un’intera facciata. Colpisce un angolo pubblicitario, sul numero 16 del 20 aprile 1905, che recita: “LOZIONE CAPITALE. La Lozione Capitale, oltre a liberare l’individuo da qualsiasi insetto parassita (pidocchi, piattole, pulci, ecc.) arresta la caduta dei capelli, quando essa è causata da microbi invadenti il bulbo capillare. […]” La lozione era prodotta dalla ditta “Megale e Mazzei” di Napoli. Sul numero 36 del 27 settembre 1900 spicca la propaganda della “Farmacia del Sole” di Lecce e del suo prezioso “Elixir” di “sola China Calissaia”, e quella dello “Smacchiatore Opal”.
Fra le notizie di cronaca, sul numero 6 del 6 febbraio 1902 risalta l’articolo: “Londra – Una terribile bufera – Duecento uomini morti sotto la neve”, mentre il n. 4 del 27 gennaio 1910 riporta la notizia: “ASSEDIO DI BRIGANTI respinto da monache armate”. L’episodio era avvenuto in Portogallo.  Nello stesso numero viene riportato anche un articolo relativo a “Forti inondazioni in Francia” ed uno relativo all’assassinio “… del barbiere italiano Scalpone e la sua giovane amante …”, avvenuto negli Stati Uniti. Infine, al termine di questo mio articolo, riporto la notizia relativa all’entrata delle forze italiane a Trento e Trieste, così come appare sul numero del 7 novembre 1918: “Finalmente ci siamo e vivaddio ci resteremo davvero! Trieste e Trento, i cui nomi ci han fatto palpitare di commozione sin dai nostri primi anni, anche prima che ci rendessimo conto, Trieste e Trento sono oggi italiane, son ritornate in grembo alla gran madre Italia […]”
Oggi abbiamo la TV, i cellulari, internet ed altro, quindi le notizie volano da un capo all’altro del pianeta però, lasciatemelo dire, abbiamo perduto la capacità di emozionarci o commuoverci per una notizia lenta, inaspettata, a volte agognata, altre volte temuta, ma comunque latrice di un’emozione. Forse questi vecchi giornali che ho davanti, sono soltanto nostalgici ricordi o romantici cimeli di famiglia ….

Cosimo Enrico Marseglia