Egregio on. Ministro Sacconi,
lo scenario che si sta profilando per tutti i lavoratori del comparto Tessile, Abbigliamento e Calzaturiero del territorio salentino è grave e molto preoccupante.

Sono mesi, oramai, che ho presentato interrogazioni, mozioni ed altri atti parlamentari in merito per portare all’attenzione del Governo questa situazione gravissima nella quale versano centinaia di lavoratori salentini, ma ad oggi purtroppo alcuna misura utile sembra essere stata messa in campo per arginare ciò che potremmo definire un vero e proprio “mattatoio” occupazionale.
Nel corso di questo ultimo anno si sono attivati diversi incontri, sia a livello territoriale, alla presenza dei livelli istituzionali, delle OO.SS e dei rappresentanti aziendali, ed anche a livello ministeriale. Nel corso dei suddetti incontri è sempre stata ribadita la necessità prioritaria di salvaguardare i livelli occupazionali che sono impiegati nel comparto TAC. Ad oggi, però, sembrerebbe che al netto delle intenzioni e degli annunci di proroga in merito agli ammortizzatori sociali nulla sia stato affrontato e casomai risolto sui tavoli ministeriali con la drammatica conseguenza che queste persone, oramai in scadenza per ciò che concerne la tutela degli ammortizzatori sociali, molto presto rischieranno, di fatto, di trovarsi fuori dal sistema produttivo.
Nell’ambito del famoso Accordo di Programma, sottoscritto nell’aprile 2008 tra il Ministero competente e la Regione Puglia, oggi pare non vi sia alcuna certezza poiché le imprese individuate per un’eventuale ricollocazione occupazionale nei fatti non hanno dato seguito ad una effettiva programmazione degli interventi.
Ed in merito alla copertura della cassa integrazione per questi lavoratori, la stessa Provincia di Lecce con nota prot. 94328 del 24.11.2010 ha richiesto ai Ministeri competenti l’immediata convocazione di un tavolo per verificare sia la possibilità di un’estensione dell’Accordo di Programma sopra citato anche per altre aziende del comparto, che per concordare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dalla vigente normativa anche per l’anno 2011.
Quello che, purtroppo, attualmente emerge è che per questi lavoratori non c’è uno spiraglio effettivo di ricollocazione e conseguentemente non c’è alcuna speranza per un futuro occupazionale nemmeno a breve termine.
In questi giorni sui media si susseguono gli appelli da parte dei lavoratori che oramai disperati per il proprio futuro rivolgono un sollecito a tutta la classe politica affinché si intervenga concretamente.
Ritengo che questo appello vada accolto e per questa motivazione Le chiedo di convocare un incontro istituzionale per discutere in merito a questa gravissima situazione prospettando nello stesso misure concrete per restituire una speranza di vita a queste persone.
Auspicando un rapido riscontro nei confronti di questa problematica e sperando che si possa rapidamente avviare un’azione positiva in merito, colgo l’occasione per inviarLe i miei più cordiali saluti.

on. Teresa Bellanova