Ha voluto replicare alle dichiarazioni di Luigi Pepe, l’ex Amministratore unico della Stp per scongiurare la contesa politica dell’Azienda. Ma lo ha fatto dalla sede del Pd, sostenuto dal segretario provinciale Salvatore Capone del consigliere provinciale Alfonso Rampino e dall’onorevole Teresa Bellanova.

Ad Umberto Uccella premeva precisare che il buco economico proclamato da Pepe non è figlio della passata amministrazione ma che l’Azienda ha visto tempi peggiori eppure non sono mai stati adottati provvedimenti drastici come il rinvio degli stipendi di novembre e addirittura nessuna garanzia per quelli di dicembre, inclusa la tredicesima. Il reale problema della Stp è la crisi di liquidità, dovuta alla diversa velocità delle entrate rispetto alle uscite. Ci sono 650 mila euro al mese di spese per stipendi dei dipendenti, acquisto gasolio, manutenzioni e spese varie, mentre le entrate riguardanti i finanziamenti della provincia e della regione sono molto più lenti, per non parlare di quelli che provengono dal Ministero dei Trasporti e che transitano dagli enti regionali e provinciali e che spesso misurano ritardi biennali.

Per l’ex Amministratore la Stp ha già raggiunto l’equilibrio del conto gestionale, che non è l’equilibrio di bilancio ma la parità tra entrate ed uscite annuali, tenendo conto che l’Azienda incassa 8 milioni di contributi, 3 milioni e 800 mila euro dalla vendita di titoli di viaggio (biglietti) e 1 milione e 800 mila euro per adeguamenti vari. In uscita registra 9 milioni e mezzo per personale, 1 milione e mezzo per l’insieme dei servizi e 2 milioni per carburante. Facendo un po’ di conti si hanno circa 13 milioni di entrate e la stessa somma in uscite. E’ un’Azienda sostanzialmente sana per Uccella che, anche nel disavanzo di 4 milioni e mezzo di cui parla Pepe trova una giustificazione. Di quella cifra infatti, la metà è da attribuire al mutuo in corso per il rinnovo del parco macchine obbligatorio ogni 10 anni circa, il restante debito equivale al 3,7 % delle entrate “non dovuti alla finanza allegra della passata amministrazione e che questa non voglia sembrare una difesa preventiva”.

Con queste premesse e in un contesto di “macelleria sociale” come lo ha definito Uccella, sono tre le domande che porge a Luigi Pepe in relazione a quanto lo stesso ha dichiarato due giorni fa in conferenza stampa. Gli stipendi non erogati sono solo posticipati o rappresentano una sottoscrizione a favore dell’Azienda? E il contratto di solidarietà tanto declamato riguarda tutti i lavoratori o soltanto i salariati? E il prospetto di una situazione tanto disastrosa non sarà un modo, da parte della Provincia maggiore azionista, per svendere l’Azienda al miglior offerente? In ultima analisi, l’ex amministratore ripropone il tema dell’unione delle tre province in un’ottica di Grande Salento, proposta già avanzata ma rimasta inascoltata. Un modo, dice Uccella, per unirsi e rafforzare la Stp che, se pur data in mano ai privati, abbia un giusto valore di mercato e l’identità di un’Azienda con il bilancio in attivo. Di orientamento prettamente politico sono stati invece i commenti di Rampino e Capone che vedono nell’attuale Amministrazione provinciale un’incapacità a governare dovuta al continuo scrutare l’operato dei passati governi anziché andare avanti con proposte serie ed efficaci per la crescita ed il benessere collettivo.

 

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