“Una della maggiori problematiche sollevate dal movimento studentesco italiano che in questo autunno ha invaso le piazze, è sicuramente il diritto allo studio.” Lo comunica in una nota l’Udu di Lecce.
“Negli ultimi anni abbiamo visto una lenta ma inesorabile destrutturazione del diritto sancito dall’articolo 34 della Costituzione italiana.

Un primo pesante colpo  fu lanciato dal governo nell ‘2008 con la legge 133/08 e con il decreto 180, mentre proprio in questi giorni stiamo osservando un altro grande attacco grazie al DDL Gelmini.
In ottica di risparmio in tempi di crisi nel 2008 il governo ha deciso di effettuare, con la finanziaria, dei tagli sul carattere pubblico dell’università e una riduzione del 65% per i fondi previsti per il diritto allo studio.
Con il decreto 180, redatto in risposta al movimento dell’onda che affollava le strade italiane in quei giorni, finanziò istituti di credito privati. Gli studenti, in questo modo, possono chiedere prestiti per  proseguire i loro studi, ripagandoli alla fine, creando un sistema di indebitamento preventivo degli studenti e l’incasso degli istituti di credito.
Quest’anno con il DDL Gelmini il diritto allo studio è prossimo a ricevere il colpo di grazia. La riforma infatti prevede un sistema alternativo rispetto a quello attuale.
Ad esempio ora la borse di studio  sono date agli studenti che hanno i giusti requisiti per reddito e merito, mentre invece la riforma prevede solo criteri di merito. Le connotazioni delle borse cambiano completamente, aggiungendo i buoni, che poi devono essere in parte restituiti, e i prestiti ad onore.
I fondi per le borse di studio classiche in questo modo diminuiranno in maniera esponenziale, visto che parte di essi saranno destinati a buoni e prestiti.
Il DDL prevede inoltre, che i fondi versati da privati, sono destinati là dove questi privati lo vogliono.
Ma non è finita qui: la finanziaria 2011, che deve essere ancora approvata, darà il colpo di grazia al diritto allo studio con un taglio del 90% ai fondi.
In Puglia la situazione è ancora più grave. La copertura delle borse di studio, che è aumentata negli ultimi anni, ha raggiunto il suo picco massimo al 47 %, cifra che è destinata a diminuire, mentre aumenterà il fenomeno dell’idoneo non vincitore (meritevole ma non vincitore per mancanza fondi).
L’ Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio (A.Di.Su.) ha un CdA che comprende anche una componente studentesca. Fatto insolito è che questo organo, che gestisce il diritto allo studio della regione Puglia, attualmente non ha ancora nominato il proprio CdA, compresa la componente di rappresentanza studentesca.
A questo si aggiunga che le graduatorie definitive sono state pubblicate solo qualche settimana fa, rendendo così impossibile per chi contava su quella borsa di studio per poter continuare la sua carriera universitaria, fare delle previsioni sulla possibilità economica di frequentare l’anno appena iniziato.
Non solo il diritto allo studio è messo sotto attacco dal Governo centrale, ma il presidente Vendola e l’assessore per il diritto allo studio Alba Sasso, dimostrano una scarsa considerazione per il diritto allo studio.
Chiediamo risposte, non è giustificabile per la giunta regionale, che ha fatto dei diritti sociali la sua bandiera, questo stato di indeterminazione del CdA dell’A.Di.Su., che rende impossibile qualsiasi manovra che possa aiutare gli studenti meno abbienti.”

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