“ Pur avendone una certa riluttanza sono costretto a tornare sulla vicenda di STP. Lo faccio perché la reazione del dott. Pepe alla nostra conferenza stampa di sabato è quanto mai scomposta.” Interviene così Umberto Uccella.

“E’ tanta la foga polemica verso di noi  da parte dell’amministratore unico di STP da farlo inciampare in affermazioni di gravità inaudita. Non saprei come definire altrimenti le parole dette per adombrare il sospetto che il CdA da me presieduto, i miei predecessori ed il dott. Crisavola, che mi è succeduto, avrebbero approvato bilanci sostanzialmente falsi o, quanto meno, truccati. Così, infatti, sono i bilanci in cui si iscrivono nelle poste attive crediti che si ritengono inesigibili!

“ Ed è forse per la stessa ragione che il dott. Pepe avrebbe affermato in un incontro con la stampa che, ora, si attende la visita di qualche magistrato?  Ha formulato denuncia di falso in bilancio verso altri amministratori della Società? O si riferisce ad altro?  In un caso o nell’altro, sarebbe intollerabile un avvertimento obliquo!

“ Dica con chiarezza come stanno le cose. Dica quali sono i crediti inesigibili iscritti in bilancio e certificati dai revisori dei conti. Lo sa bene, Pepe, che una cosa è l’inesigibilità di un credito e un’altra cosa è il riconoscimento o meno del debito da parte di una controparte. Così come Pepe dovrebbe sapere che, nel 2006, istituimmo in bilancio un fondo rischi proprio per tutelare STP dalla possibile inesigibilità di alcuni crediti. Non alimenti, Pepe, con fare da sceriffo, un clima da caccia alle streghe!

“ Verso la Provincia, per esempio, STP vanta un credito di  € 1.081.000,00 per il quale il mio CdA attivò, prima un arbitrato e, successivamente, una vera e propria causa per ottenerne la liquidazione, contando sul fatto che quel debito la Giunta della Provincia lo aveva sostanzialmente riconosciuto in una serie di atti deliberativi. Basterebbe che l’amministratore STP chiamasse gli avvocati del caso per averne dettagliata informazione.

“ Perciò, sarebbe opportuno dedicarsi alla soluzione dei problemi e non ritenere che quando qualcuno non è d’accordo con le scelte che si prospettano incorre nella demagogia.

“ Io non ho mai detto che i conti sono a posto. Ho sempre sottolineato la preoccupazione per le perdite di bilancio rappresentate dai debiti pregressi verso i fornitori. Ma sarebbe altrettanto sbagliato non vedere che la dinamica della gestione è ormai vicina al pareggio, con un sostanziale equilibrio per grandi numeri tra le entrate e le uscite. Quella dinamica, infatti, indica la linea di tendenza di un’azienda che può essere amministrata in pareggio e, persino, in attivo. Senza negare il diritto dei lavoratori ad una retribuzione congrua e senza parlare di esuberi che incombono come vere e proprie minacce di licenziamenti di massa!”

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

quattordici − sei =