Foto Andrea Stella“Anche in questo caso abbiamo provato ad essere controcorrente, ad avviare cioè una razionalizzazione della scuola che non diventasse, come in tante altre realtà è accaduto, la chiusura delle scuole nelle aree periferiche, ma che fosse una vera razionalizzazione nell’ottica dell’innovazione.

Abbiamo compiuto scelte che non ferissero al cuore il diritto alla scuola e all’apprendimento e il diritto delle comunità ad avere nella scuola l’architrave del tessuto civile, perché la scuola è il più importante presidio di democrazia e legalità”.
Lo ha detto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola presentando, insieme con l’assessore competente Alba Sasso, il piano di riordino della rete scolastica per l’anno scolastico 2011/2012, approvato ieri in giunta. Piano che presenta importanti novità per il mondo della scuola in Puglia (895 le scuole per una platea di 600mila studenti) non solo da un punto di vista metodologico ma anche da un punto vista contenutistico e di merito.
“Nella definizione del Piano – ha detto l’assessore Sasso – si sono proposti interventi finalizzati a una razionalizzazione della rete scolastica e dell’offerta formativa, seguendo il più possibile le scelte degli enti locali, ascoltando le scuole e le famiglie, i sindacati della scuola, rispettando infine il parere dell’Ufficio scolastico regionale”.

Un percorso quindi di ascolto che ha portato a disegnare una rete scolastica secondo questi criteri.
1) Accorpamento di scuole fortemente sottodimensionate rispetto ai parametri previsti, privilegiando la costituzione di Istituti comprensivi soprattutto in città medio-grandi.
2) Salvaguardia, in via eccezionale, dell’autonomia di scuole, sia pure sottodimensionate, ma che costituiscono presìdi di aggregazione culturale e sociale in realtà territorialmente e/o socialmente svantaggiate.
3) Mantenimento di scuole sovradimensionate rispetto ai parametri previsti in presenza di impegno a una autoriduzione delle iscrizioni nelle prime classi.

I Criteri invece di attribuzione di nuovi indirizzi per le scuole secondarie di 2° grado (dopo la fase della confluenza prevista dal nuovo ordinamento) sono stati:
1)Coerenza con gli indirizzi preesistenti nell’ambito dello stesso ordinamento o   complementarità con indirizzi di diverso ordinamento nell’ambito degli Istituti superiori. Nel caso di Istituti professionali e Tecnici si è dato un primo avvio alla specializzazione delle istituzioni scolastiche, favorendo la formazione  di poli tecnici (per il settore economico o per il settore tecnologico) o di poli professionali o  tecnico-professionali.
2)Equilibrio nella distribuzione territoriale degli indirizzi, evitando il più possibile duplicazioni e sovrapposizioni rispetto agli stessi  indirizzi già funzionanti presso istituti statali nel medesimo ambito territoriale, anche al fine di evitare deleteri effetti di concorrenzialità tra più scuole, tenendo conto di situazioni di sovradimensionamento di molti istituti.
3)Accoglimento della richiesta dell’opzione “scienze applicate” sia nei  Licei scientifici sia negli Istituti tecnici,  ritenendo che la nuova opzione “scienze applicate” sia finalizzata ad un approfondimento culturale della scienza e della padronanza dei suoi metodi, con particolare riferimento alle scienze sperimentali , in particolare laddove sono presenti laboratori scientifici adeguatamente attrezzati.
4)Rinvio di almeno un anno, nel rispetto del principio di gradualità, delle richieste di nuovi indirizzi nelle Scuole superiori che comportino per le Province consistenti investimenti per aule, attrezzature, laboratori.

Tra le novità, non solo il via libera a quattro licei musicali (Monopoli, Parabita, Foggia e Barletta), a due licei coreutici (Bisceglie e Parabita) e a tre istituti tecnici specializzati in meccatronica, aerospaziale e agroalimentare (in sintonia  con i distretti pugliesi) ma anche a 10 Cpia (centri per l’educazione degli adulti) che saranno istituiti con una prossima delibera. I centri saranno così suddivisi: 3 per la provincia Bari, 1 per la Bat, 1 per la provincia di Brindisi, 2 per quella di Foggia e per quella di Lecce e 1 per la provincia di Taranto.
Il servizio sarà attivato appena pubblicato il regolamento ministeriale.

Infine l’ultima novità. L’istituzione di un Osservatorio regionale composto da rappresentanti della Regione, delle Province, dei Comuni, dei Distretti produttivi e tecnologici, dell’Ufficio scolastico regionale ed esperti del mondo della scuola e del lavoro per  monitorare costantemente la situazione dell’offerta formativa e di istruzione e valutare l’impatto dei cambiamenti già avviati, considerando  proprio che il 2011/2012 è il primo anno scolastico, dopo l’approvazione dei nuovi ordinamenti, in cui si amplia e si riorganizza l’offerta formativa.

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