“La chiusura della Manifattura da parte della Bat – dichiara l’on. Antonio Rotundo – rappresenta una sconfitta bruciante per la città e l’intero Salento; per questo proprio in questo passaggio difficile segnato dalla sottoscrizione dell’accordo sulla riconversione

dello stabilimento leccese, vogliamo ribadire la nostra piena solidarietà ai lavoratori ed alle loro famiglie con l’impegno da parte nostra a vigilare affinché le intese sottoscritte siano rispettate. La vigilanza da parte delle istituzioni e delle forze politiche è necessaria oggi più che mai perché la ricollocazione di tutti i lavoratori, tutti nessuno escluso, sia pienamente garantita nei fatti, consapevoli che Lecce ed il Salento non possono perdere neanche uno dei posti di lavoro degli attuali lavoratori occupati sia diretti che dell’indotto.”

“Per noi questo è comunque un momento molto triste – commenta il primo cittadino di Lecce, Paolo Perrone – considerato che con la riconversione dello stabilimento si chiude, di fatto, una pagina della storia economica della nostra città. Per questo motivo abbiamo seguito sin dall’inizio questa complicata vertenza, credendo che si trattasse di una battaglia a difesa non soltanto degli interessi dei circa 400 lavoratori e dello loro famiglie, ma anche dell’intera comunità leccese. Ci siamo messi al fianco dei lavoratori e dei sindacati, che oggi hanno deciso di firmare l’accordo. Ho chiesto espressamente che ci sia, da oggi in avanti, un monitoraggio costante degli adempimenti che l’accordo prevede e quindi di tutti i passaggi previsti, dalla cassa integrazione alla effettiva riconversione. Una verifica che deve necessariamente compiersi attraverso lo stesso Ministero. Credo, infatti, che quei 400 lavoratori non debbano essere lasciati soli a maggior ragione oggi che una soluzione è stata trovata e che va messa in pratica”.

On. Bellanova: Non c’è assolutamente nessuna soddisfazione rispetto alla firma del Piano di riconversione della BAT, ma al contrario tanta rabbia.
La chiusura a tempi di record di questa vertenza sancisce il fallimento della politica, perché un intero territorio viene sconfitto dall’ignavia e dalla subalternità ai poteri forti.
L’estrema gravità di questa conclusione è rappresentata dal fatto che si sia creato un precedente: se si è fallito questa volta, come si potrà impedire che in futuro si possa consentire ancora al profitto di calpestare la dignità del territorio? E, soprattutto, chi lo farà?
Quella che è stata firmata oggi a Roma è la resa totale delle Istituzioni e dei principali rappresentanti locali di fronte ai “saccheggiatori” globali.
Oggi, insieme ai 500 lavoratori, abbiamo perso tutti. Ma le responsabilità di questa disfatta portano nomi e cognomi ben precisi, quelli che in questi tre mesi mi sono sempre ostinata, inascoltata, a richiamare a quello che consideravo, considero e continuerò a considerare un loro preciso dovere.

“Le firme apposte oggi a Roma in calce al Piano di riconversione della manifattura tabacchi leccese” dichiara Salvatore Capone, Segretario provinciale del PD di Lecce, “siglano di fatto la sconfitta della politica di fronte allo strapotere delle multinazionali”.
“A queste quasi 500 famiglie non ci resta altro che garantire la nostra attenta vigilanza sulla piena attuazione del Piano, con l’obiettivo di assicurarci che nessuno dei lavoratori resti senza un posto di lavoro ed uno stipendio”.
“A tutti noi” conclude Capone “resta una profonda sensazione di amarezza e la ferma convinzione che si sia resa ormai indispensabile una riflessione, affinché la politica sappia dotarsi di strumenti concreti per difendere gli interessi della comunità, per arginare questo dilagare di disumane logiche di profitto a scapito della dignità delle persone e dei territori che siamo chiamati a rappresentare”.

 

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