D. Torsello FotoContinua la crescita esponenziale delle entrate derivanti dalle multe in città. Siamo passati dai 2.470.000 di euro del 2007, ai 4.270.000 del 2008, 4.800.000 di euro nel 2009, per attestarci nel 2010 a 5.993.436.

Siamo sicuramente d’accordo con il Comandante Zacheo quando afferma che le infrazioni vadano sempre sanzionate, soprattutto quando mettono a rischio la sicurezza della città e l’incolumità dei cittadini, ma non vorremmo che diventasse questo lo strumento principe dell’Amministrazione comunale per fare cassa. Ricordiamo, a tal proposito, che la metà di quei proventi debbono essere utilizzati per la sicurezza stradale, al contrario di quanto avvenuto nel 2009, come evidenziato dai Revisori dei Conti nella relazione al conto consuntivo di quel anno, e non per coprire la montagna di debiti che il Comune di Lecce ha accumulato negli anni.
Due dati, inoltre, colpiscono su tutti gli altri. Prima di tutto il numero di verbali per l’accesso indebito nelle zone a traffico limitato. A tal proposito, l’auspicio è che nella rilevazione elettronica e nella contestazione differita di queste infrazioni siano state rispettate tutte le prescrizioni a tutela dei diritti e della privacy dei cittadini. Il secondo dato interessante è, infatti, il raddoppio del numero di ricorsi presentati. Un dato che oltre a rappresentare la testimonianza tangibile di una dilagante sensazione tra i cittadini di una ingiusta vessazione subita, rischia di trasformarsi, in una eventuale combinazione con la prima osservazione, in un pericolosissimo boomerang per le già precarie finanze comunali.

 

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