L’iniziativa della Regione Puglia di chiedere la collaborazione dei Prefetti – lo dichiara Antonio Rotundo –per prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nell’affare delle rinnovabili è quanto mai opportuna e necessaria; è un’iniziativa benvenuta – tra l’altro – perché concretamente si fa carico del forte e preoccupato allarme lanciato dal Presidente della Commissione Antimafia nella recente visita in Puglia.

Ma il richiesto monitoraggio degli investimenti per contrastare fenomeni distorsivi e l’immissione di capitali di dubbia provenienza deve riguardare, a mio avviso, oltre ai nuovi insediamenti anche gli impianti già autorizzati, per poter passare ai raggi x dei controlli antimafia tutte le concessioni di questi ultimi anni caratterizzati da una vera e propria proliferazione selvaggia di richieste di installazione di impianti fotovoltaici sul nostro territorio.

In sostanza cosi come è stato fatto per i controlli sugli appalti delle opere pubbliche, crediamo che occorra – con un’intesa con la Prefettura – allo stesso modo fare per le imprese del settore delle fonti energetiche alternative, cominciando con il passare al settaccio tutte le iniziative già realizzate o in corso di realizzazione, con la consapevolezza che anche il nostro Comune è stato preso d’assalto prevalentemente da imprese venute da fuori ad investire spinte dal notevole livello degli incentivi e dalle favorevoli condizioni ambientali.

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