{youtube width=”400″ height=”300″}M_PhHCZdHHg{/youtube}

Foto Domenico LeoneLo spettacolo piro-musicale che il 16 gennaio alle ore 20 ha dato il via all’accensione della fòcara rimarrà certamente impresso a lungo nella mente dei presenti: le prime scintille dei fuochi d’artificio incastonati tra le fascine della fòcara e le note dell’inno di Mameli hanno lasciato a bocca aperta

tutto il pubblico, che non si è lasciato sfuggire l’occasione di cantare a gran voce l’inno nazionale.
Lo spettacolo è continuato poi sulle note folcloristiche delle canzoni di Vinicio Capossela, dei Sud Sound System, degli Après La Classe e degli Alla Bua davanti ad un pubblico estasiato dalla visione della prima fiamma che ha dato il via alla “notte del fuoco”.
E per gli amanti della tradizione non sono mancati neppure i classici fuochi d’artificio che hanno illuminato per oltre quindici minuti un grande arco di cielo.
Fuoco, folclore, musica, e perché no, vino rosso a fiumi: la festa di Sant’Antonio è anche questo!
Si sono susseguiti sul palco Simone Perrone, artista salentino tornato ad esibirsi a Novoli, in occasione della festa per il Santo patrono dopo due anni, e poi attesissimi, Elio e Le Storie Tese, che con la loro satira intelligente e il loro stile alternativo hanno coinvolto tutti i presenti, arrivati da tutta la Puglia e non solo, mentre il fuoco pazientemente ardeva e consumava le fascine della fòcara.

La tradizione vuole che si passi tutta la notte attorno al “fuoco sacro”, e così gli irriducibili si sono fatti compagnia con una trascinante dance hall fino a notte fonda. 
Il giorno successivo, tra i tanti momenti religiosi dedicati al Santo anacoreta, si è svolta nel pomeriggio, come da tradizione, una gara pirotecnica tra quattro tra i più rinomati fuochisti d’Italia.
Alle 20, l’attesissimo momento dei fuochi serali: ancora una volta, come l’anno scorso, gli organizzatori hanno voluto premiare l’innovazione: la musica, così come il giorno precedente per il rito dell’accensione, si è unita al colore e alle luci dando vita ad uno strabiliante spettacolo piro-musicale; melodie classiche si sono susseguite per lasciare spazio alla fine al celebre “Nessun dorma”, mentre le scintille dei fuochi d’artificio seguivano la musica, regalando brividi a tutti i presenti che applaudivano estasiati.

I padroni della notte sono stati gli Alla Bua: tutti in piazza Tito Schipa alle prese con l’emblema della cultura salentina, la pizzica.
L’alba del nuovo giorno, il 18 gennaio, ha dato inizio alla giornata conclusiva dell’evento dell’inverno salentino: “la festa te li paisani”. Non sono mancati i momenti religiosi, terminati con la tradizionale messa di ringraziamento alle 18 in presenza delle autorità civili, militari e religiose: un’ultima riflessione sulla matrice religiosa dell’evento.
La sera ancora folclore con la musica dei KamaFei: un gruppo salentino dal sound molto originale che mescola sapientemente le sonorità del dub con il reggae salentino… ed è proprio la loro performance ha mettere la parola fine all’evento di Sant’Antonio Abate e la Fòcara 2011.
Una sensazione di nostalgia aleggia nell’aria, un rapido sguardo alle vie del paese del nord Salento per respirare soddisfazione per quanto c’è stato, ma anche malinconia: la festa è giunta al termine e non resta che attendere un anno, prima che in piazza Tito Schipa venga nuovamente issato il mastodontico monumento di fascine.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quindici + 20 =