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Foto Domenico LeoneLo spettacolo piro-musicale che il 16 gennaio alle ore 20 ha dato il via all’accensione della fòcara rimarrà certamente impresso a lungo nella mente dei presenti: le prime scintille dei fuochi d’artificio incastonati tra le fascine della fòcara e le note dell’inno di Mameli hanno lasciato a bocca aperta

tutto il pubblico, che non si è lasciato sfuggire l’occasione di cantare a gran voce l’inno nazionale.
Lo spettacolo è continuato poi sulle note folcloristiche delle canzoni di Vinicio Capossela, dei Sud Sound System, degli Après La Classe e degli Alla Bua davanti ad un pubblico estasiato dalla visione della prima fiamma che ha dato il via alla “notte del fuoco”.
E per gli amanti della tradizione non sono mancati neppure i classici fuochi d’artificio che hanno illuminato per oltre quindici minuti un grande arco di cielo.
Fuoco, folclore, musica, e perché no, vino rosso a fiumi: la festa di Sant’Antonio è anche questo!
Si sono susseguiti sul palco Simone Perrone, artista salentino tornato ad esibirsi a Novoli, in occasione della festa per il Santo patrono dopo due anni, e poi attesissimi, Elio e Le Storie Tese, che con la loro satira intelligente e il loro stile alternativo hanno coinvolto tutti i presenti, arrivati da tutta la Puglia e non solo, mentre il fuoco pazientemente ardeva e consumava le fascine della fòcara.

La tradizione vuole che si passi tutta la notte attorno al “fuoco sacro”, e così gli irriducibili si sono fatti compagnia con una trascinante dance hall fino a notte fonda. 
Il giorno successivo, tra i tanti momenti religiosi dedicati al Santo anacoreta, si è svolta nel pomeriggio, come da tradizione, una gara pirotecnica tra quattro tra i più rinomati fuochisti d’Italia.
Alle 20, l’attesissimo momento dei fuochi serali: ancora una volta, come l’anno scorso, gli organizzatori hanno voluto premiare l’innovazione: la musica, così come il giorno precedente per il rito dell’accensione, si è unita al colore e alle luci dando vita ad uno strabiliante spettacolo piro-musicale; melodie classiche si sono susseguite per lasciare spazio alla fine al celebre “Nessun dorma”, mentre le scintille dei fuochi d’artificio seguivano la musica, regalando brividi a tutti i presenti che applaudivano estasiati.

I padroni della notte sono stati gli Alla Bua: tutti in piazza Tito Schipa alle prese con l’emblema della cultura salentina, la pizzica.
L’alba del nuovo giorno, il 18 gennaio, ha dato inizio alla giornata conclusiva dell’evento dell’inverno salentino: “la festa te li paisani”. Non sono mancati i momenti religiosi, terminati con la tradizionale messa di ringraziamento alle 18 in presenza delle autorità civili, militari e religiose: un’ultima riflessione sulla matrice religiosa dell’evento.
La sera ancora folclore con la musica dei KamaFei: un gruppo salentino dal sound molto originale che mescola sapientemente le sonorità del dub con il reggae salentino… ed è proprio la loro performance ha mettere la parola fine all’evento di Sant’Antonio Abate e la Fòcara 2011.
Una sensazione di nostalgia aleggia nell’aria, un rapido sguardo alle vie del paese del nord Salento per respirare soddisfazione per quanto c’è stato, ma anche malinconia: la festa è giunta al termine e non resta che attendere un anno, prima che in piazza Tito Schipa venga nuovamente issato il mastodontico monumento di fascine.

 

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