Attraverso questo buchetto, ricavato in un barattolo di vernice, la telecamera le inquadrava nel momento più intimo della giornata. Quando, cioè, tolti i vestiti, si infilavano nel box doccia.

La storia arriva da Bologna, dove, per due settimane, una studentessa leccese e la sua coinquilina sono finite nell’obiettivo della telecamerina, installata da un idraulico sporcaccione e da un suo collaboratore elettricista, intervenuti per riparare una tubatura rotta.

Ma oltre a riparare la conduttura, i due hanno ben pensato di piazzare di nascosto una webcam, attivabile tramite un collegamento telefonico, per riprendere le due ragazze sotto la doccia.

E così, per oltre dieci giorni, le due studentesse hanno intrattenuto l’idraulico e l’elettricista, finché non hanno scoperto che, in quel barattolo di vernice, era nascosta la webcam. Subito, le ragazze hanno denunciato tutto ai carabinieri che, dopo un sopralluogo nella loro abitazione, hanno riposizionato la telecamera al suo posto originale. Dopo alcuni giorni, un improvviso malfunzionamento della camera ha costretto l’idraulico a tornare nella loro casa, con la scusa di dover fare alcuni ritocchi di tinteggiatura. Ma all’appuntamento, erano presenti anche i militari, che,

addosso all’uomo, hanno rinvenuto anche un’altra telecamerina. L’idraulico ha poi accompagnato i carabinieri dal proprio datore di lavoro che, perquisito, è stato trovato in possesso del cellulare, col quale veniva attivato il dispositivo di ripresa. L’imprenditore si è giustificato, dicendo che le webcam servivano per controllare la corretta esecuzione dei lavori. Un eccesso di premura, che, ai due, non ha evitato la denuncia. Dovranno rispondere di interferenza illecita nella vita privata.

 

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