Prima di scrivere queste note, ho voluto aspettare e valutare con calma lo svolgimento dell’ultima partita disputata con il Milan. Attesa e valutazione che si son  rese necessarie alla luce delle sperticate, ma pericolose, lodi tributate alla squadra.

Voglio precisare come le lodi siano giustificate e meritate ma, nell’ambiente della tifoseria più spinta, possano anche essere pericolose perché tendenti a falsare  la realtà vera della squadra. A corroborare questa mia affermazione mi viene in aiuto più che il risultato finale, lo svolgimento della partita che il Cesena ha disputato a Milano contro un’Inter in buona forma e, per giunta, con la difficoltà dell’inferiorità numerica a seguito dell’espulsione di Giaccherini. Poiché il Cesena era reduce da una precedente ed immeritata sconfitta subita in casa con la Roma, a seguito anche di una disastrosa direzione del leccese Giannoccaro ( a proposito, chissà cosa avranno da dire coloro che hanno storto il naso quando al Lecce fu assegnato Celi di Campobasso dal momento che precisarono come appartenesse alla sezione di Campobasso ma, in realtà, fosse di nascita, dico solo di nascita, barese?), si può ben dire che si tratta di una squadra che ha perso con due grandi ma che venderà cara la pelle contro chiunque. Non scordiamoci allora che, al termine della 20^ giornata, il Lecce è a pari punti con il Cesena, ma ha perso nello scontro diretto, e sarà, credo, più con questa squadra che dovremo vedercela per la salvezza che con le altre. Dovremo vedercela anche con gli eventuali puntelli azzeccati che Cesena, ma anche Brescia e, forse, Bari, potranno fare in questo scorcio di mese dove si ha l’impressione che stiano per rinforzarsi in maniera più consistente del  Lecce il cui unico acquisto, al momento, si limita a Tomovic, peraltro buono ma insufficiente.
Certo, alle difficoltà del mercato bisogna aggiungere anche le difficoltà di bilancio, ed appunto per questo si può valutare molto positivamente la prestazione fornita con il Milan, ma senza esagerare come si è letto in qualche dichiarazione di addetti ai lavori. E’ vero che il Lecce potrebbe battere chiunque ma è altrettanto vero che potrebbe perdere con chiunque e questo non lo dimostra solo il Lecce, lo dimostra anche il Cesena, lo dimostra il Brescia che si è suicidato a Firenze dopo aver fatto due reti ma si è prontamente rifatto con il Parma; insomma c’è un tale equilibrio anche in coda per cui è molto pericoloso lasciarsi andare a sogni che non siano inerenti alla feroce determinazione con la quale conquistare la salvezza. Se si pensa che fra la prima, il Milan, e l’ultima, il Bari vi sono 27 punti di differenza a fronte dei 35 dello scorso campionato, si può facilmente dedurre che la quota salvezza si è innalzata in maniera consistente al punto da pensare che necessitino 41/42 punti per garantirsi la sicurezza.
Il Lecce in successione avrà due scontri importantissimi, più di Lazio e Milan; il primo contro la Fiorentina, squadra atipica, strana, né forte né debole, molto arrabbiata come vuole il suo tecnico, con giocatori randellatori come Kroldrup, Gamberini, Donadel, ma anche con valori tecnici di primo livello come Montolivo, D’Agostino, Vargas, Gilardino e qualche altro. Un risultato positivo a Firenze garantirebbe una continuità ad un buon livello ma anche  una eventuale sconfitta, purchè dopo una prestazione valida, non costituirebbe un dramma. Il secondo incontro-scontro è rappresentato dal Cesena in casa. Partita fondamentale, in prospettiva salvezza, perché c’è l’obbligo di recuperare i tre punti ceduti ad una diretta concorrente.
Bene, chi vivrà, vedrà! Per adesso è auspicabile augurare un buon proseguimento di campionato, specie alla luce degli ultimissimi risultati.

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