Checco Zalone in arte, Luca Medici nella vita, è già stato protagonista di un altro film, Cado dalle nubi uscito nelle sale italiane nel 2009 che decretò il successo del comico televisivo sui gradi schermi e riscosse un enorme successo dal punto di vista degli incassi.

Il 5 Gennaio 2011 si è ripetuto il fenomeno con l’uscita del suo nuovo film, diretto dal regista Gennaro Nunziante, Che bella giornata dove nel cast oltre a Checco Zalone troviamo Rocco Papaleo e Tullio Solenghi.
Che bella giornata non è il proseguo del film precedente e affronta ben altri temi, come le missioni di pace del nostro esercito, scagliandosi anche contro il clero e la chiesa. Affronta il grosso problema del lavoro nella  società italiana moderna, delle raccomandazioni che ora come ora non sono più uno stereotipo legato al sud.
La famiglia di Checco Zalone è di origine pugliese ma vive già da molti anni in brianza . Il padre lavora nell’esercito e per finire in fretta di pagare il mutuo della casa è costretto ad affrontare i pericoli delle missioni di pace italiane nei diversi Paesi medio orientali. Nel film Zalone è un allegro ragazzotto trentenne  in cerca di lavoro. Fallito l’ennesimo tentativo di diventare carabiniere – il sogno di una vita – riesce a farsi inserire come addetto alla sicurezza del Duomo grazie alla raccomandazione dello zio prete presso il Vescovo di Milano. Qui Checco conosce Farah (Nabima Akkari) una ragazza araba che si finge studentessa di architettura per piazzare una bomba sotto la madonnina del Duomo a Milano per vendicare l’uccisione della sua famiglia. Ma quello che Farah non può immaginare è che la maggiore minaccia per il prossimo, per le relazioni internazionali e per il patrimonio artistico italiano è rappresentato dallo stesso Checco.
Il successo del film – 14 milioni di incasso al botteghino – non è stato affatto scontato, nonostante la popolarità del protagonista. Il merito è della  comicità diabolica, calcolata e acuta mai schiava degli sketch televisivi. Checco Zalone  è diventato un vero fenomeno mediatico in pochi anni.