E’ cominciato oggi davanti ai giudici del tribunale di Bari il processo chiamato ‘La Fiorita’, in cui e’ imputato il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, assieme ad altre 60 persone. I fatti contestati si riferiscono al periodo 1999-2005, quando Fitto era governatore della Puglia

, e si prescriveranno quasi tutti nel 2012. Dopo sei rinvii preliminari da febbraio 2010 ad oggi, e’ stata quindi celebrata la prima udienza del primo grado con le costituzioni delle parti. L’udienza e’ stata poi aggiornata al 17 gennaio. Fino ad ora il processo e’ stato rinviato per incompetenza della sezione, difetti di notifica, troppe udienze nel calendario del tribunale e per incompatibilita’ dei giudici. Sul processo pende, inoltre, la decisione della Cassazione sul ricorso presentato dalla pubblica accusa contro il proscioglimento di Fitto, disposto dal gup di Bari l’11 dicembre 2009, dalle accuse di associazione per delinquere, concussione e per tre episodi di falso. La decisione della Suprema Corte e’ attesa per il 18 gennaio. Fitto e’ a giudizio per due presunti episodi di corruzione, tra cui la presunta mazzetta da 500mila euro ricevuta dall’editore romano Giampaolo Angelucci per l’illecito finanziamento al suo partito ‘La Puglia Prima di Tutto’, un peculato e due abusi d’ufficio. Il procedimento riguardava l’esistenza di un accordo illecito finalizzato ad assicurare alla societa’ ‘Fiorita’ le concessioni di servizi di pulizia, sanificazione ed ausiliariato da parte di enti pubblici e di Asl pugliesi, e l’affidamento di un appalto da 198 milioni di euro ad una societa’ di Angelucci per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistite (Rsa)

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