Due diverse questioni e due diversi gruppi consiliari, comunale e provinciale, ma un unico obiettivo: difendere i lavoratori. Da un lato il Pd comunale che accusa assunzioni irregolari alla Lupiae servizi, dall’altro il Pd provinciale

che rivendica il diritto per i lavoratori stabilizzati a mantenere il posto di lavoro. Ma andiamo con ordine.

La riunione generale a Palazzo Carafa trattava un argomento scottante: l’assunzione di due nuovi dirigenti  alla società di servizi Lupiae. Il gruppo Pd chiede la revoca delle assunzioni in quanto effettuate arbitrariamente e senza regolare selezione pubblica. Chiede inoltre l’azzeramento del Consiglio di Amministrazione e la nomina di un amministratore unico della società. Tutto questo da trattare al più presto in Consigloi comunale per cui si è chiesta urgente convocazione. Sembra un controsenso difendere i lavoratori chiedendone la revoca di assunzione, in realtà la Lupiae, ricordiamo, è una società di servizi per gli animali, cimiteriali, di pulizia degli immobili e di servizi logistici manutentivi il cui azionista unico è il comune. Secondo il gruppo di opposizione, unitamente ai consiglieri di Io Sud e del centro Moderato, il provvedimento di assunzione è inaccettabile perché la società non necessita di nuove figure professionali e perché è incompatibile con lo stato precario dei conti societari.

Tra l’altro, nel 2007 ha spiegato il capogruppo Antonio Rotundo, il Consiglio comunale approvò una delibera in cui gli amministratori della società si impegnavano a non assumere senza l’autorizzazione del Comune. In quello stesso Consiglio furono approvate anche le linee guida per il risanamento dell’azienda anche attraverso il contratto di solidarietà che decurtava una somma dallo stipendio dei lavoratori, a favore della società avente i conti perennemente in rosso secondo Rotundo, risanati in largo anticipo secondo il sito ufficiale della Lupiae. Il gruppo Pd ritiene inaccettabile obbligare circa 370 famiglie a enormi sacrifici pur di tenere in piedi una società che rischia il fallimento e poi assumere nuove figure professionali non necessarie all’andamento societario. Per il consigliere Benincasa arrivano le prime avvisaglie della futura campagna elettorale, intanto ribadisce, c’è una violazione della legge attraverso la solita logica clientelare.

Commissione d’inchiesta in Provincia

Pd agguerrito anche in Provincia, lo stesso gruppo di opposizione che da qualche mese si batte a favore di 37 lavoratori stabilizzati dal passato governo Pellegrino e che l’attuale amministrazione ritiene illecita. Sulla questione e su alcune discrepanze constatate all’interno dell’ente, ne hanno discusso i consiglieri Vittorio Potì, Cosimo Durante, Mario Pendinelli e Alfonso Rampino convinti della disparità di trattamento nelle assunzioni interne .

Per questo motivo il gruppo chiese lo scorso 28 dicembre la convocazione del Consiglio provinciale che, per legge, si deve riunire entro i 10 giorni successivi alla richiesta. Così non è stato, spingendo l’opposizione a chiedere l’intervento del Prefetto per il richiamo alle regole del Presidente Gabellone. Stamattina il gruppo Pd provinciale ha protocollato una proposta di delibera di cui tutti i consiglieri di opposizione sono firmatari per l’istituzione di una Commissione di Inchiesta in quanto, dall’esame di alcune determine si evidenziano forti incongruenze sui titoli nei concorsi interni rispetto ai parametri dell’Avviso Pubblico.

Una commissione che vigili, in virtù di un principio di trasparenza, sull’equità dell’attribuzione del punteggio in base ai titoli, composta da 4 componenti di maggioranza, 4 di minoranza e un segretario provinciale che svolga ruolo di garante.   “A noi sembra strano, ha dichiarato Durante, che il conteggio dei titoli dei candidati, varia a secondo della commissione di valutazione, per questo motivo il gruppo consiliare di opposizione chiede al Presidente del Consiglio, l’insediamento di tale Commissione entro 5 giorni dall’approvazione della delibera.

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