“La politica ha il compito di modificare e correggere gli errori commessi, non di nasconderli o ignorarli. La norma sulle distanze di sicurezza degli impianti di distribuzione carburanti e Gpl (art. 13 della L.R. 21 del 12 ottobre 2009), nata sull’onda dell’emotività dei tragici

fatti di Viareggio, sta arrecando danni agli imprenditori che hanno investito nel settore e rischia di aggravare il contenzioso della Regione Puglia a causa della disattenzione e dei ritardi della politica”. Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro.
“La norma – ha spiegato il capogruppo Udc – aveva derogato alla legge nazionale prevedendo distanze di sicurezza più ampie e che “tali nuove disposizioni si applicano anche agli impianti già realizzati non ancora collaudati e a quelli già esistenti in caso di potenziamento della capacità complessiva di oltre 30 mc.”. Tale previsione, ha portato i dirigenti tecnici a non concedere il collaudo ad impianti già esistenti ma regolarmente autorizzati, con grave pregiudizio per gli imprenditori che hanno investito nel settore sopportando costi di progettazione e realizzazione delle opere con installazione dei serbatoi e relative attrezzature. Imprenditori che si sono rivolti al Tar il quale, con decisione del 27 dicembre 2010, ha dichiarato l’art. 13 della normativa regionale in contrasto con gli art. 3 e 41 della Costituzione, rimandando tutto alla decisione della Consulta. Inoltre, non avendo la stessa legge previsto alcun meccanismo di indennizzo per gli imprenditori proprietari di impianti regolarmente autorizzati e non collaudati, il Tar ha dichiarato che l’Ente è esposto ad una condizione di contenzioso in sede civile che lo vedrebbe soccombere. L’assessore Loredana Capone aveva provveduto già a settembre a presentare un disegno di legge di modifica della norma, “per eliminare dubbi interpretativi e salvaguardare gli investimenti effettuati”, ma tali modifiche si sono arenate nel cassetto della competente commissione che da ottobre ad oggi non ha provveduto ad esaminare il provvedimento”.
“Oggi, apprezziamo la tempestività con cui l’assessore Capone ha predisposto un Ddl da approvare nella prossima Giunta che revoca l’art. 13 autorizzando il collaudo per gli impianti regolarmente autorizzati e già esistenti, eliminando ogni contenzioso – ha concluso Salvatore Negro – Ci auguriamo che la competente Commissione provveda altrettanto rapidamente ad esaminare il provvedimento in modo che poi possa essere approvato urgentemente dal Consiglio regionale. In tal modo si metterà in atto un’autotutela dell’Ente, salvaguardando l’interesse collettivo ed evitando ulteriori danni alle imprese pugliesi e ulteriore grave pregiudizio alle casse della Regione e quindi a tutti i pugliesi”.

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