Sono stati emessi questa mattina dal Questore di Lecce, 15 provvedimenti “DASPO” (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) nei confronti di altrettanti tifosi della squadra del Gallipoli, responsabili dei disordini avvenuti lo scorso 17 ottobre 2010, durante la partita Botrugno – Gallipoli del campionato regionale di promozione.

In quell’occasione, già due persone sono state arrestate, essendo state riconosciute tra gli ultrà, con l’accusa di danneggiamento di beni pubblici e di resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di Antonio Piro e di Mario Russo, entrambi 21enni di Gallipoli e condannati agli arresti domiciliari.
Durante l’incontro di calcio, avvenuto sul campo neutro di Poggiardo, il gruppo di 80 tifosi si è introdotto nello stadio senza biglietto d’ingresso e forzando il dispositivo di sicurezza.

 

Raggiunto poi il settore loro riservato, gli ultrà hanno dapprima trovato la resistenza delle forze di polizia che hanno tentato di respingerli ma il gruppo ha poi forzato la porta in ferro della ex-biglietteria, riuscendo così a scendere sul campo. Da lì hanno cominciato a lanciare fumogeni e bombe carta, continuando a danneggiare così la struttura. I militari in servizio hanno nuovamente respinto i tifosi, costringendoli finalmente ad uscire dallo stadio. Il risultato della sortita è stato un ritardo nell’inizio della partita di 20 minuti e diversi danneggiamenti all’intera struttura.

Avviate immediatamente le indagini dalla Questura, in concomitanza con la compagnia dei Carabinieri di Maglie e quella di Gallipoli, sono stati quindi prima arrestati i due 21enni, colti in flagranza di reato, mentre per tutti gli altri ci sono volute delle ricerche più approfondite che hanno portato all’emissione dei 15 provvedimenti “Daspo”: questi prevedono per 7 tifosi il divieto di assistere a qualsiasi partita per tre anni, mentre per altri 8 ultrà l’interdizione è di solo un anno. Inoltre è prevista, non appena il pm di turno Dott. Cataldi, farà richiesta al Gip, la convalida per gli stessi 15 denunciati all’obbligo di firma in caserma o in commissariato.

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