La questione filobus approda finalmente in Assise, come era stato più volte chiesto dall’opposizione, e se ne discutono i contenuti in un lungo dibattimento durante il Consiglio Comunale di ieri.
I numerosi argomenti da trattare hanno protratto i lavori ma l’attenzione si è tenuta alta fino all’undicesimo punto all’ordine del giorno che recitava

 

“Esame situazione Filobus cittadino”Richiesta del 16-11-2010. Era da novembre dunque che l’opposizione attendeva una discussione in Consiglio sul caso che, più di altri, è stato al centro delle polemiche cittadine negli ultimi tre anni. Alla richiesta del consigliere Lanzilao di rinvio per consultazione degli ultimi sviluppi, è insorta Francesca Mariano di Io Sud che ha chiesto, qualora ci fosse stato un rinvio, la trattazione al primo punto dell’o.d.g. del prossimo consiglio utile. Così non è stato,  c’era la volontà di discutere di questo fardello ereditato dalla precedente amministrazione e che continua ad essere motivo di contenzioso tra maggioranza ed opposizione. Sorprendente tuttavia ciò che è emerso. Lo stesso sindaco Perrone, contento della bocciatura del rinvio, si è detto disponibile a qualsiasi chiarimento in merito.

Invito a nozze per il capogruppo dell’opposizione Antonio Rotundo che ha dissertato per ben ventiquattro minuti spaziando dalla responsabilità politica dell’opera, alle risposte disattese sulla partenza del filobus, al mutuo che i cittadini leccesi stanno pagando da otto anni per la realizzazione dell’opera mai portata a termine, fino al confronto telefonico di ieri mattina con il Presidente della Sgm, Gianni Peyla, il quale ha dichiarato di non voler assumere impegni con date di partenza del servizio, che probabilmente non saranno rispettate. Sventolava documenti freschi di giornata, Rotundo mentre leggeva la clausa nel contratto tra Sgm e Comune di Lecce recitante che dopo il primo anno di avvio sperimentale, le parti si riservano la possibilità di ritornare ai vecchi mezzi su gomma se mancheranno le risorse finanziarie per la gestione dell’opera. Indignazione tra i banchi dell’opposizione.

Dopo quello di Rotundo, gli interventi dei consiglieri si sono susseguiti a ritmo incalzante, ma ciò che è emerso in maniera chiara è che dalla destra alla sinistra del Governo nessun addetto ai lavori è favorevole al filobus, un’opera che è costata ventidue milioni di euro, che ha deturpato l’immagine della città e che ha fatto la fortuna, o sfortuna politica tra chi l’ha ideata e chi tocca terminarla. L’operato di questa amministrazione sulla vicenda filobus, lo ha descritto l’assessore al traffico e mobilità, Giuseppe Ripa. Ha parlato di unico caso in Italia quello di Lecce ad aver completato un’opera di tale portata in soli due anni e mezzo, scaricando le colpe della mancata partenza sulla Regione. Quest’ultima, dopo il finanziamento dell’opera non ha contemplato all’interno del suo Piano di Trasporti la” funzione filobus” e nega i contributi che, su gomma sono pari a 1,86 euro mentre per la metropolitana di superficie dovrebbero corrispondere a più del doppio. Questa, per Ripa la ragione che ha spinto gli amministratori a fare un passo indietro sull’avvio del filobus, mentre sentono il dovere morale di portare a compimento l’opera evitando lo spreco di capitali già impiegati e studiano un metodo di attivazione che sia alla portata delle casse comunali.

Il sindaco Perrone, nel suo intervento, ha ammesso che la questione filobus faceva parte della sua campagna elettorale nelle scorse amministrative, ma frutto del volere di una coalizione, da parte sua non c’è mai stata la totale convinzione dell’utilità di un investimento di tale portata che poteva essere sostituito con una soluzione più flessibile. Adesso però i pali, i fili, e i mezzi ci sono, sono stati spesi soldi pubblici per il loro acquisto e il Governo si sta impegnando anche nelle controverse trattative di contenzioso tra la committenza e le ditte appaltatrici che rivendicano diritti non spettanti. La mancata consultazione del Consiglio su alcune iniziative, secondo il sindaco, è dovuta alla delicatezza della situazione.

Tra gli altri  punti all’ordine del giorno: le richieste di finanziamenti regionali per il diritto allo studio, le discipline amministrative, la variante del Piano Regolatore per la riduzione di rischi idrogeologici. Commozione durante l’approvazione della richiesta di intitolare la Sala Conferenze delle Officine Cantelmo a Christian Rogger, un venticinquenne leccese, studente dalla fortissima passione politica, venuto a mancare qualche anno fa e che si era impegnato per la ristrutturazione dell’immobile ad uso degli studenti. Parole di elogio per Christian da parte dei consiglieri Wojtec Pankiewicz, Paolo Foresio, Massimo Lanzilao, Francesca Mariano, Antonio Pellegrino e il sindaco Paolo Perrone.

Due le delibere ritirate per vizio di forma: la disciplina della sosta tariffaria meglio conosciuta come “avviso bonario”, già approvato lo scorso dicembre in Commissione Traffico e la richiesta di  regolamento per la disciplina delle videoriprese durante le sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari. Quest’ultima, presentata dal Presidente dell’ VIII Commissione Daniele Montinaro, nella richiesta di modifica dell’art. 22 e art. 86 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale e sue articolazioni, ha trovato il diniego dei consiglieri Carlo Benincasa e Wojtec Pankiewicz. Per Benincasa, la richiesta iniziale legittima di disciplina delle riprese video durante le assise, si tramuta in una richiesta di trasformazione del funzionamento del Consiglio, va dunque scorporato e ripresentato. Per Pankiewicz  è una disciplina inutile dal momento che ciò che accade nelle assise deve essere portato a conoscenza del pubblico.

Tutti favorevoli per  l’adesione della città di Lecce al “Patto dei sindaci”per l’attuazione del piano di azione per l’energia sostenibile. “Ci siamo sentiti di appoggiare l’iniziativa, ha commentato l’Assessore alle Potiche Ambientali Gianni Garrisi, siamo stati a Bruxelles e abbiamo preso concretamente visione dell’autonomia e della collaborazione in cui operano i comuni in materia di energie sostenibili e rinnovabili. Obiettivo, inoltre, è l’adesione di tutti i paesi salentini al patto”.

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