“La Legge 31/2008 della Regione Puglia non fissava le regole sulla produzione di energie rinnovabili, ma legalizzava la giungla. Blasi non ha letto la sentenza della Consulta, né evidentemente il commento che a quella sentenza faceva il Forum Ambiente e Salute, che il giorno in cui la Consulta

bocciò quella Legge, scrisse: L’Italia salva la Puglia, La legge regionale 31 è incostituzionale. In Puglia bloccata l’invasione delle energie rinnovabili selvagge”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale salentino del Pdl, Roberto Marti.
“I motivi per cui il Governo nazionale (e non solo il ministro Fitto che per competenza si limita a proporre le impugnative in Consiglio dei Ministri) impugnò quella Legge, sono opposti a quelli che sostiene Blasi. Basta andare sul sito www.affariregionali.it per scoprire infatti che i dubbi del Governo riguardavano il fatto che la Regione Puglia avrebbe consentito qualsiasi tipo di insediamento selvaggio, purché fossero subordinate a misure di compensazione in favore delle Regioni (quindi svendeva l’ambiente per far cassa); si contestava alla Regione di voler agevolare alcuni operatori industriali rispetto ad altri violando così le norme sulla concorrenza; ricordava alla Regione che poteva sì vietare l’insediamento di impianti in alcune zone ma queste andavano per Legge concordate con i ministeri competenti. Non solo: la Regione Puglia prevedeva che per aumentare la soglia di produzione bastava la denuncia di inizio attività, in contrasto con la Legge statale per cui maggiori soglie di capacità di generazione possono essere individuate attraverso decreto dei ministri competenti; infine si contestava alla Regione Puglia di non poter rendere retroattiva l’efficacia della Legge”.
“Insomma – aggiunge Marti – come si vede si tratta per l’ennesima volta di una Legge scritta male, in contrasto con Leggi statali e con la Costituzione Italiana. Come ebbe a dire il Forum Ambiente e Salute, la Corte Costituzionale ha salvato la Puglia non solo dalla giungla, ma anche e soprattutto dalla volontà politica del Governo Vendola di favorire alcuni gruppi industriali rispetto ad altri consentendo loro di realizzare mega impianti in zona agricola con la semplice autocertificazione”

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