La Provincia di Lecce, il centro di formazione D.ANTHEA, il  Centro Studi Lecce Giorgio La Pira, Integra Onlus e Arcadia Lecce sono lieti di presentare per la prima volta nel Salento l’ultimo libro del magistrato e scrittore Giuseppe Scelsi “Il colore del melograno” edito da Besa editrice. La presentazione avverà al museo Sigismondo Castromediano viale Gallipoli 28, Lecce il 18 gennaio 2011 alle ore 18,00. Introduce e modera Carlo Bollino, Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno. Ne discutono con l’autore Francesco Libetta, musicista Silvia Nascetti, direttore scientifico di D.Anthea, Luigi Quaranta giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Klodiana çuka Presidente Integra Onlus

La trama – Filip Galimuna, sergente dell’esercito albanese con la passione per il pianoforte, perde tutto in un sol colpo: si ritrova a capo di una caserma vuota, i suoi uomini l’hanno abbandonato, preferendo il miraggio di una fuga verso l’Italia, e la sua donna, Iliria, lungi dal dargli quel conforto che egli cercava, si allontana da lui innamorandosi di un uomo i cui traffici di quei momenti hanno reso uomo di successo. In preda alla più cupa disperazione, Filip si fa coinvolgere in un traffico di armi, il cui ricavato però finisce nelle mani sbagliate e fa crollare le sue ultime illusioni e speranze. La vicenda volge a un epilogo drammatico, ma non inatteso. Quando Galimuna fugge con la moglie e il più piccolo dei suoi figli dall’Albania, a dargli ospitalità in Italia è un collega del suo maestro di musica, Arturo Mondelli, che intuisce la genialità artistica del sergente, lo incoraggia a proseguire negli studi di pianoforte e lo porta al successo nelle più importanti rassegne musicali internazionali. Ancora una volta, tuttavia, il richiamo dei vecchi miti riemerge prepotente quando il caso gli offre la possibilità di vendicare la morte del figlio più grande. Ma questa volta qualcosa è cambiato.

Giuseppe Scelsi è magistrato da quasi trent’anni. Il colore del Melograno è il suo primo romanzo, in cui ha voluto dare volto e parola di narrazione alle sovrastrutture del suo percorso professionale, ma con una dose di amarezza e rabbia senza pari.

 

 

 

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