Natale è ormai passato, ma noi continuiamo a parlarne ancora attraverso un libro. Un libro uscito nel 2007, ma che si è aggiudicato 3 premi particolari: stiamo parlando de “Il Natale di Ermes”, pubblicato per le Edizioni OCD,  il quale, pur non traendo spunto da vicende

autobiografiche, è un “tentativo … di tratteggiare le emozioni e le ansie di personaggi assolutamente ordinari”, come scrive lo stesso Autore, Giacomo Villa. Il racconto, ambientato in una piccola provincia della Toscana, conduce il lettore dentro una realtà familiare ed evocativa di sensazioni forti e valori radicati nell’esistenza di ogni uomo, che si faccia provocare dall’intensità degli incontri che la vita regala.
L’autore Giacomo Villa è in realtà lo pseudonimo di Andrea Cappanna, nato ad Umbertide (Perugia)  dove vive con la moglie Maria Luisa –  che gli fa da agente letterario – e con il figlio Giacomo, di 12 anni.

Andrea Cappanna, ops… volevamo dire… Giacomo Villa ci ha parlato del suo libro, e del perché della scelta di uno pseudonimo: «Personalmente c’è stata un po’ di presunzione da parte mia – ha confidato  – che avevo la pretesa di proporre un’opera e che la si leggesse non perché si conoscesse l’Autore, ma perché piacesse, desiderando quindi quasi nascondermi». La scelta del nome è di suo figlio che i due coniugi hanno adottato, al quale alla nascita è stato imposto il nome di Giacomo Villa, prima che per legge avesse il cognome reale.
Il libro parla di sentimenti, ovvero di come un uomo e una donna, protagonisti di questo racconto, possano stare insieme, vivendo un rapporto d’amore nel reciproco rispetto dell’esigenze altrui, senza che questo possa avere implicazioni sentimentali di altro tipo. «A me piaceva raccontare una storia – ha detto Giacomo Villa – che avesse questo scopo, che ho ambientato in uno spazio che conoscevo che è quello della musica moderna, essendo io amante della musica, come anche un luogo a me molto familiare come la Toscana».
Una passione per la scrittura nata fin dalla giovinezza, durante la quale Giacomo Villa ha letto, o meglio “divorato” numerosi libri. Dover comunicare con la carta stampata, per il nostro autore, è più facile che parlare  voce. Un’ambizione notevole soprattutto oggi che siamo portati a leggere sempre meno. «Oggi è troppo impegnativo leggere – ha commentato ancora – perché ci si aspetta un qualcosa che diverti subito. Perciò non si ha la pazienza di aspettare la lettura di un testo di un centinaio di pagine, e di doverlo dilazionare in una settimana o molti più giorni. Perciò si preferisce stare davanti al televisore oppure accendere il computer e trascorrere una mezz’ora così».
Giacomo Villa è anche amante della musica (suona infatti la tromba) e della natura (un’altra sua passione è anche andare a cavallo).
L’autore è stato fra l’altro invitato a prendere parte alla giuria preposta al Concorso Letterario “scrivere, legere, loqui” recensendo alcune delle opere pervenute. Per tale partecipazione gli è stato conferito un particolare trofeo di ringraziamento. E’ stato inoltre insignito della Onorificenza di ambasciatore della Accademia ”Francesco Petrarca” per l’anno 2010, incarico che ogni anno l’Associazione conferisce a chi si è contraddistinto nell’anno precedente nei diversi  concorsi letterari per editi ed inediti.
L’inedito “Schegge di vita” ha vinto un premio al merito ritirato presso la Basilica Minore Santa Maria sopra Minerva a Roma l’8 Dicembre 2009.
“All’ombra della Croce del Sud”, terza opera dell’autore è il suo primo romanzo pubblicato dalla Casa Editrice “Edimond” alla fine del 2009.
Progetti futuri? Alcuni scritti in un block notes chiusi in un cassetto che forse presto potrebbero prendere vita.

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