Non esistono delle storie vere e proprie all’interno di Incertamente!, semmai vi sono dei resti di storie la cui fabula non ci è mostrata perché quel che conta in questo caso sono appunto gli effetti di ciò che sarebbe potuto accadere

in passato – tanto per sottolineare una certa denuncia, forse, a quello che è accaduto e che sta accadendo proprio adesso in Sicilia, una Sicilia probabilmente astratta o metafisica, e non quella che potrebbe essere la Sicilia realistica di oggi o di domani; ma pur sempre capace di cogliere i suoi aspetti essenziali, quelli che stanno dietro alla sua realtà (l’indicibile). Ci sono dunque una serie di cortometraggi privi di azione, in quanto la maggior parte di essi corrispondono a dei piani sequenza ininterrotti – molti a camera fissa – in cui gli elementi portanti della visione possono essere talvolta gesti o versi insensati di personaggi abulici, oppure domande derisorie poste agli stessi. Ed è qui che il sonoro (le musiche “off”) viene utilizzato sia per sottolineare la precarietà della situazione inscenata, che per creare un ulteriore contrasto fra musica e immagine – come nello spezzone in cui vengono visualizzati gli scheletri (o comunque le rimanenze) di una cripta probabilmente appartenente alla vecchia aristocrazia siciliana, con in sottofondo il sonoro estrapolato dalla scena del Valzer de Il Gattopardo. In questo modo lo spazio assume connotazioni significative, sia nel contrasto fra figura e sfondo – come quando ad un piano ravvicinato, occupato da un personaggio chiamato in causa da musica o parole, si oppone lo sfondo con la presenza di personaggi immobili, “statuari” (o il contrario) -, che nella sua definizione in quanto quadro “campestre” – con la presenza di elementi naturali – o luogo casalingo in cui la staticità delle situazione viene messa ancor più in evidenza.
E’ ovvio dunque che all’interno del cinema e, più in generale, dell’arte italiana, Ciprì e Maresco si sono posti come l’ultima delle avanguardie capaci di toccare realmente le problematiche di fine millennio e di inizio del nuovo, pur senza trattare direttamente questioni politiche o sociali, ma trattenendosi sempre all’interno della metafisica e quindi di ciò che sta alla base di queste problematiche, e conservando allo stesso tempo quell’aura di cui parlava Benjamin che ricollega quindi Cinico Tv alla tradizione pittorica del surrealismo e della metafisica, ma con la stessa capacità di mostrare corpi nella loro flagranza di Warhol.   

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