“È una strage infinita. Ancora un’altra persona, uscita di casa questa mattina per andare a guadagnarsi di che sfamare sé e la propria famiglia non vi farà più ritorno. Oggi a Porto Cesareo, ieri a Milano, Bologna e Rimini. In Italia si continua a morire di lavoro.

Le cause, e quindi le “colpe”, sono diverse: la fame di lavoro, che sempre più spesso costringe i lavoratori ad accettare anche situazioni al di fuori di ogni più elementare criterio di sicurezza; dalla crisi alla globalizzazione, che spingono fino al punto da sacrificare diritti e vite umane sull’altare della “produttività”; l’indebolimento di una legislazione rigida, dopo lo smantellamento del Testo Unico, elaborato dal Governo Prodi, ad opera di questo Governo; la mancanza di una vera e propria cultura della sicurezza sul lavoro, che sia ben radicata in tutta la società, nessuno escluso.
Soltanto ad agosto scorso, il Ministro Tremonti definiva la sicurezza sul lavoro “un lusso che non possiamo più permetterci”. Il Ministro Sacconi, oggi, dice che nei prossimi giorni se ne occuperà. Intanto, 1080 famiglie nel 2010, tre ieri ed una, di Veglie, piangono la scomparsa di un proprio caro. Vittime di una guerra permanente, quella del lavoro, che si continua a combattere giorno dopo giorno, e che giorno dopo giorno continua a seminare dolore e disperazione, avvolta nel più desolante dei silenzi.” Lo dichiara l’on. Teresa Bellanova

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