Ciao Alan, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Ciao Rita, il mio ingresso nel mondo della musica è avvenuto possiamo dire da quando avevo sei anni. Grazie anche all’aiuto di un fratello maggiore che in casa ascoltava la musica dei Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd e molti altri, diciamo che la mia propensione verso la musica è stata istantanea.

Non ci crederai, ma siccome in famiglia abbiamo un bar, leggenda narra che all’età di sei anni mentre i miei lavoravano nella nostra attività, io mi cimentavo alla voce canticchiando a memoria (ovviamente a modo mio), tutte le canzoni del famoso quartetto di Liverpool.Da qui nasce la storia del giovane Whickers.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Nel corso della mia adolescenza ho continuato ad ascoltare tantissime cose, ma ho dovuto lottare anche non poco con il mio ambiente familiare, perché diciamo che la musica veniva sempre considerata una perdita di tempo al cospetto della scuola e del lavoro materiale che vedeva impegnati sia mia madre sia mio padre, ma non mi sono mai arreso e perciò ho proseguito per la mia strada, finché attorno al 2004/2005 mi ritrovai a far parte della mia prima band, i Vega.
Un’esperienza sicuramente utile, perché mi ha permesso di acquisire maggior sicurezza nei miei mezzi, ma dopo un annetto circa decisi di abbandonare perché non mi sentivo totalmente coinvolto e rappresentato dal progetto.
Nello stesso periodo più o meno, ho cominciato a propormi e a venire allo scoperto nelle vesti di dj, prima con gli amici di Coolclub, e, successivamente grazie alla presenza di un bel locale e punto di ritrovo, che purtroppo ora non c’è più e cioè Bevande Sonore, che mi permetteva di esprimermi liberamente spaziando dal post punk classico sino ad arrivare all’elettronica tedesca che è ormai da un bel pezzo una delle mie passioni.

Chi è Alan Whickers?Se fossi il conduttore, come ti presenteresti?

Chi è Alan Whickers?Eh se fossi il conduttore direi , beh ” – ecco a voi – un personaggio singolare,un po’ sui generis,indossa uno strano cappello ed è da molti definito “l’abate nero”della wave salentina…pressappoco così…ahahahahhaahh…”L’abate nero è un nick che mi ha affibbiato un mio caro amico recentemente e che devo dire, non m’infastidisce.

Background musicale…come te lo sei costruito?

Come ti ho spiegato  prima…devo dire grazie sicuramente a mio fratello perché grazie a lui ho avuto la conoscenza delle basi imprescindibili della musica. Il dopo è stato tutto merito mio…Mi sono sempre definito “un esploratore delle nicchie”,nel senso che mi ha sempre affascinato scoprire anche le band più sconosciute, ma che a mio avviso,anche con un solo album abbiano potuto lasciare il segno nella storia del rock. Diciamo che sino ai sedici anni ero un patito dei Litfiba prima maniera,crescendo e sino ai venti ho avuto la mia fase glam rock e successivamente la new wave e diventata la mia più grande passione.

Descrivici i tuoi “attrezzi del mestiere” e il tuo rapporto con la tecnologia.

Personalmente sul palco uso un piccolo microkorg synthetizer che fa da tappeto alle nostre melodie e da quel tocco più eighties ai nostri brani. Anche se,a dire la verità, mi sento molto più a mio agio come cantante e interprete delle nostre composizioni.

Qual è il disco che hai ascoltato più volte in vita tua?

Qui c’è una bella lotta tra il White album dei Beatles e The Queen is Dead degli Smiths…Spiazzerò tutti.Voto per il secondo.
Manchester batte Liverpool 1-0

Sei la voce dei Playontape vogliamo ricordare brevemente ai nostri lettori chi sono e come nascono i Playontape?

I playontape nascono nel giugno del 2009 nel sud est salentino (con precisione Nardò) e inizialmente erano composti da Alan Whickers alla voce e synth,William Palmer al basso, Giuseppe Muci alla chitarra e Marco Chiffi alla batteria (quest’ultimo causa problemi personali ha abbandonato la band nel novembre  scorso ) ed è stato prontamente sostituito da Paolo del Vitto da qualche settimana….Che dire i Playontape sono rabbia,passione e musica diretta,senza fronzoli,venata da quel pizzico di malinconia che ci proietta nel Nord Europa.Approfitto per dire che il nostro primo album vedrà la luce ai primi di Febbraio.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?

La mia massima aspirazione è continuare a emozionarmi ed emozionare la gente che ci ascolta e che viene a vederci dal vivo. Per il resto se con l’uscita del disco arriveranno nuovi frutti, non ce li faremo di certo sfuggire…

Ci vuoi parlare dei tuoi attuali “progetti musicali”?

Parallelamente posso solo dire che sto lavorando ad un progetto che prevede l’uscita di un disco nel corso del 2011,insieme a “The Fox”aka Mimmo Pesare..Ma ci saranno altre sorprese che non posso svelare sempre riguardanti questo progetto…L’attesa paga…

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci…a te l’ultima parola…

Grazie a te  e a tutti i lettori del corriere salentino per la disponibilità,speriamo di incontrarci presto nei prossimi live targati Playontape.
Un saluto e un abbraccio di cuore
Ride the wave…

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