Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Ho iniziato a interessarmi alla musica fin da bambino, quando mio padre mi portò al piccolo stadio del mio paese in occasione del concerto di Antonello Venditti; in seguito fui ammaliato dalle note di Mina, Graziani e Bennato nell’auto Fiat 127. Poi mio nonno mi regalò la mia prima chitarra.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico

Il mio percorso musicale ha avuto inizio quando all’età di sei anni presi lezione di educazione musicale presso un maestro diplomato in violoncello. Mi faceva musicare  istintivamente, sul pianoforte, alcuni testi di Gianni Rodari; in seguito appresi grazie ad una maestra,  a leggere la musica e a suonare il piano. Dai dieci ai sedici anni cantai nel coro degli scout dove, con la chitarra, mi divertivo a scrivere canzoni. Per quel che concerne le mie esperienze in studio, ho collaborato con Jenny Esposito, ex chitarrista “tournista” di Gigi D’Alessio, e con mio cugino Mario Mancuso, ex direttore d’orchestra in Austria. Nel 2000 cantai poi nel coro universitario di Pisa, città in cui ho iniziato la carriera universitaria frequentando la facoltà di lingue con curriculum storia delle arti visive e dello spettacolo. Qui presi lezione di canto lirico e moderno partecipando ad alcuni spettacoli per beneficenza. Dal 2001 al 2003 studiai basso elettrico e mi esibii col maestro in alcuni locali della Toscana. In seguito arrivò il gruppo cover whitestone (2004-2005) il cui repertorio riguardava il filone hard-rock. Nella band cantavo accompagnato dal chitarrista figlio d’arte Massimo Nuti. Erano gli anni
in cui lavoravo come apprendista muratore e nel 2005 decisi di lasciare Pisa per continuare gli studi universitari nel Salento; in un primo momento mi trasferii presso la facoltà di beni musicali, poi a lingue europee.

Vogliamo ricordare brevemente ai nostri lettori chi sono e come nascono i Salienti?

I Salienti sono: – Aldo Bonomo alla chitarra ritmica, armonica a bocca e voce.
– Marco Menna al piano e seconda voce
– Pierpaolo Spagnolo alla batteria e percussioni
– Roberto Chiarello alla chitarra solista e sax
I Salienti nascono da un progetto solista di Aldo che incontra Marco nei corridoi della facoltà di beni musicali. Successivamente il duo decide di dare vita a una band ed è qui che entrano in scena Pierpaolo e Roberto.

Com’è il rapporto all’interno della band?

Ultimamente il rapporto all’interno della band è diventato un rapporto occasionale riducendosi a una prova a settimana, a causa di alcuni impegni del sottoscritto e problemi logistici; non appena riuscirò a portare a termine tali impegni, mi dedicherò maggiormente al gruppo

Le vostre cover in che modo cercano di essere differenti dall’originale?

Rimanere fedeli alla linea originale di una canzone è una scelta…non la nostra.

Per quanto riguarda gli inediti, dove trovate l’ispirazione per le vostre canzoni? E di cosa parlano?

Per quanto riguarda gli inediti trovano ispirazione dalle vicende caratterizzanti la vita del cantautore: storie d’amore, descrizione della mentalità contingente, disagi sociali e giovanili intrisi di un’ottica verghiana che si rifà alla vita degli umili, attualità e politica, piatti tipici del Salento come le “pittule alle olive” e il “rustico leccese”.

Quali sono le tue influenze musicali?

Beatles, the Doors, Oasis, Black Rebel Motorcycle Club, L.Battisti, F.de Andrè, Vasco, G.Nannini, G.Grignani.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione? Avendo ogni mezzo possibile dalla tua, cosa faresti? Insomma, il tuo sogno nel cassetto e il massimo ideale artistico da perseguire?

Un particolare progetto ideale e concettuale:ho in mente di far aprire le menti della gente attraverso nuovi brani che tocchino le coscienze giovanili inducendo alla riflessione sul “non perdere tempo inutilmente”

Avendo ogni mezzo possibile dalla mia organizzerei concerti e proporrei alla band una tournèe italo-franco-iberica.

Il mio sogno nel cassetto l’ho spostato nell’armadio, perché era troppo grande e nel cassetto non vi entrava. Il massimo ideale artistico da perseguire è farcela. Bando alle ciance, il mio sogno nel cassetto è condurre i Salienti sul palco dell’Ariston di Sanremo.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Dal futuro mi aspetto molto, spero solo che il futuro aspetti me.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Credo molto nel potere delle persone e nella loro capacità di comprendere la musica per rendere migliore questo mondo.

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