Ricorrenze laiche e festività musulmane, indù, sikh ed ebraiche, tutte tranne il Natale: “Una svista o l’Unione Europea non riconosce più la religione cristiana?”: la considerazione è del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna e segue la pubblicazione di un diario ufficiale dell’UE

per le scuole secondarie – più di tre milioni di copie – privo di qualsiasi riferimento alla Natività celebrata dai cristiani in tutto il mondo.
“Se non è una dimenticanza – fa notare Introna – l’impressione è che l’epurazione del Natale dal calendario europeo rappresenti una manifestazione di laicismo strabico, che ignora solo la religione più osservata nel continente ma accontenta le altre”.
“Dopotutto, se l’agenda è del 2011, cos’è questo anno se non quello che indica i 2011 trascorsi dalla nascita di Cristo. Cancellarlo è un anacronistico paradosso”.
“Non è un buon momento per chi è cristiano”, secondo il presidente della massima Assemblea pugliese. “Perfino il papa è stato lasciato solo nel suo appello alla pacificazione dopo i gravi fatti di sangue in Egitto. Mi domando perché la Presidenza UE o anche i singoli presidenti degli Stati membri non abbiano voluto aggiungere la propria voce ad una condanna più che legittima di episodi di intolleranza religiosa che contrastano i diritti fondamentali dell’uomo, prima ancora di quelli della libertà di fede”.
“Nessuno dei primi cittadini d’Europa ha avvertito il bisogno di deplorare un attentato che ha mietuto vite umane innocenti, non uno ha sentito l’obbligo di stigmatizzare la manifestazione di un’assurda guerra di religione, che offende le coscienze civili, il comune sentire dell’umanità. Ed è tanto più grave, perché Natale è il momento più alto della Cristianità e irradia un messaggio universale di pace”.
È questo, per Introna, il significato dell’appello di Benedetto XVI alla civile convivenza: “L’umanità, i governi, le massime autorità delle religioni devono trovare un punto di equilibrio e condividere il primato della pace, nel rispetto del valore della vita”.
“È bene che i governanti si diano una mossa – conclude il presidente del Consiglio regionale della Puglia – è ora che assumano una scelta: è il momento di superare antiche divisioni, di privilegiare agli egoismi di parte l’interesse dell’intera comunità umana”.