“Non opere di regime ma infrastrutture, non promesse ma fatti, solo così il federalismo sarà una riforma utile al Paese” e solo a queste condizioni dovrà essere realizzato, secondo il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna. “Potrà essere tutto, ma non la fuga in avanti del Settentrione ricco per liberarsi del peso del Mezzogiorno, come tanto piacerebbe fare dalle parti di Pontida e dintorni”.

“Si annuncia un rinvio di sette giorni per il voto sul federalismo – continua Introna – perché non sette mesi o sette anni o tutto il tempo necessario per mettere il Sud in parità di condizione col Nord? Se non sarà così, a 150 anni dall’unificazione il governo Berlusconi decreterà la disunità d’Italia, per accontentare l’egoismo della Lega e dei suoi elettori”.
Un federalismo che basa tutto sulle imposte locali non è una risposta ai problemi del Paese, insiste il presidente dell’Assemblea pugliese. “Inutile parlarne finché i comuni saranno in affanno, finché non saranno garantite risorse perequative per le amministrazioni più deboli. E comunque, quello che il Meridione cerca è la possibilità di assicurare un welfare dignitoso ai cittadini, non elemosine. Ben venga invece la riforma federalista se si dimostra in grado di affrontare il divario di vita tra Centro Nord e Centro Sud, di incentivare i collegamenti, i servizi Quella che va garantita non è la soluzione dei problemi del Nord ma la crescita dell’intero Paese”.
Non servono progetti azzardati e grandiosi come il ponte sullo stretto, ma normali opere viarie moderne. Un’autostrada a tre, quattro corsie per senso di marcia da Napoli a Reggio Calabria, fa notare Introna, collegamenti ferroviari tra Lecce, Bari, Foggia e Roma all’altezza della qualità e velocità di quelli tra Milano e la capitale. “Niente di più, ma niente di meno e per nessun ragione: non c’è motivo infatti perché il Mezzogiorno non possa contare su investimenti per infrastrutture che lo possano avvicinare all’Europa: la distanza va rimossa e con essa tutti gli altri problemi che penalizzano le regioni meridionali”.
“Finché le cause del ritardo non saranno eliminate, la classe dirigente del Sud deve impegnarsi a far fallire qualsiasi disegno che sia funzionale agli istinti separatisti immotivati della Lega. Se federalismo non è crescere insieme, è una riforma malata e di malanni ne abbiamo abbastanza. Un federalismo egoista sarebbe da acchiappa citrulli, ma gli italiani non sono citrulli e i meridionali, in particolare, non sono disposti a farsi acchiappare a lungo”.

 

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