“Con la decisione di oggi la Corte di Cassazione ha confermato l’impianto della sentenza di proscioglimento del ministro Raffaele Fitto emessa dal gup di Bari l’11 dicembre del 2009. Respinti quindi i ricorsi della Procura di Bari e della parte civile (la Regione Puglia)

che tendevano a ripristinare i reati più gravi di associazione per delinquere, concussione e falso, da cui, di conseguenza, Raffaele Fitto rimane prosciolto.” Lo comunica in una nota il Difensore del Ministro Raffaele Fitto, l’  On. Francesco Paolo Sisto

“Inutile sottolineare che la decisione odierna della Cassazione conferma, come scritto nella sentenza del gup, che Raffaele Fitto non avrebbe mai dovuto essere neanche indagato per associazione per delinquere. Viene a cadere quindi il reato originario per cui Raffaele Fitto fu iscritto nel registro degli indagati fin dal 2003 e in virtù del quale le indagini andarono avanti fino al 2008; conseguentemente viene confermato che la misura cautelare richiesta dalla Procura di Bari a suo tempo era del tutto illegittima. Quanto alle due ipotesi di falso, per cui la Cassazione ha disposto un nuovo esame da parte del giudice delle udienze preliminari, sarà necessaria la lettura delle motivazioni della Corte per comprendere quali sono le ragioni di non condivisione della motivazione del Gup.”