Il Piano di Riordino Ospedaliero della Regione Puglia, i lavoratori ‘stabilizzati’, gli indirizzi sulla realizzazione di impianti da fonti energetiche alternative (impianti a biomasse ), la ‘Revoca del comodato d’uso del primo piano dell’ex Convitto Palmieri di Lecce all’Università

del Salento’: sono stati questi i principali argomenti trattati dal Consiglio Provinciale riunitosi in seduta straordinaria a Palazzo dei Celestini.

Sul primo punto l’assemblea ha trovato l’accordo unanime votando un ordine del giorno presentato dal consigliere provinciale Francesco Cimino, anch’esso emendato con voto dell’intero Consiglio.

Con esso il “Consiglio Provinciale invita e impegna il presidente della Provincia a richiedere urgentemente al presidente della Giunta e del Consiglio regionali della Puglia un tavolo di confronto con i rappresentanti istituzionali regionali, provinciali, comunali con  le parti sociali e con le Asl per meglio concorrere al Piano Regionale di riordino della rete ospedaliera”.

La votazione sul Piano è stata preceduta da un lungo e approfondito dibattito. Ha espresso forti critiche il consigliere Aurelio Gianfreda, secondo il quale il Piano Regionale invece di mettere ordine nel settore sanitario ha ingenerato solo disordine.

<<Nella sua predisposizione – ha aggiunto Gianfreda – c’è stata una grave mancanza del coinvolgimento del territorio e delle parti politiche anche della maggioranza interessate. Anche i criteri seguiti sono stati completamente sbagliati in quanto hanno portato alla chiusura di strutture ospedaliere che, all’opposto, andavano valorizzate perché presentano numeri e bilanci in attivo>>.

Critiche condivise dal consigliere Mario Pendinelli, che ha invitato la Provincia e le Istituzioni locali a spingere per una migliore qualità del servizio ospedaliero e per un’assistenza migliore da offrire ai pazienti.
<<Un ospedale non deve assolutamente essere privato dei servizi di base altrimenti non può essere definito tale. Abbiamo bisogno di qualità e di centri d’eccellenza, non della chiusura di ospedali che con sacrifici ed ammirevole impegno operano con efficacia nei loro bacini di utenza>>.

Un altro duro attacco al metodo usato nelle predisposizione del documento regionale è stato portato dal consigliere provinciale Gianni Marra, anche sindaco di Squinzano.

<< Non sono stati ascoltati i sindaci, questo è un atto gravissimo – ha dichiarato Marra – sono stati sbeffeggiati i consiglieri regionali di maggioranza. Il Piano di riordino sanitario è stato fatto attraverso il regolamento di Giunta per escludere dal voto i consiglieri regionali. Anche questo è un atto gravissimo, ma c’è dell’altro. All’ospedale di Campi salentina si stanno spendendo 300 mila euro per mettere a norma due piani e la struttura dovrà chiudere. Il 5 febbraio prossimo terremo un incontro con tutti i sindaci del nord-Salento, inviteremo a partecipare il presidente della Regione, l’assessore regionale Stefano, il consigliere Maniglio, tutti, e dopo renderemo note le eventuali assenze>>.

Anche la senatrice Adriana Poli Bortone è intervenuta sull’argomento. <<Il dibattito su un argomento così importante – ha dichiarato la parlamentare e consigliera provinciale – rischia di essere inutile se non si offrono contributi e suggerimenti. Nella stesura di un piano di riordino ospedaliero dovrebbe esserci una fase ascendente con soggetti che partecipano alla concertazione. Abbiamo chiesto in passato il Consiglio delle autonomie, ma la Regione non ci ha ascoltato, nonostante nello statuto regionale questo figuri tra gli strumenti di partecipazione. La Regione non può legiferare prescindendo dal territorio. Per quanto riguarda il  Piano di rientro posso assicurarvi, come componente di un’apposita commissione parlamentare, che in parte è  la conseguenza di un  sistema corruttivo in Puglia che il Parlamento ed altre istituzioni stanno analizzando. Sul Piano di Riordino sanitario credo che non serva tanto parlare del numero di posti letto o dello spostamento di ospedali, occorre, invece, discutere sulle competenze della Provincia. Facciamo un raccordo dei sindaci ed eviteremo le lamentazioni postume. Anche senza il Consiglio delle autonomie possiamo dimostrare che siamo capaci di metterci d’accordo e dire cosa si aspetta il nostro territorio dal Piano di riordino ospedaliero. Chiedo perciò che la Provincia organizzi un incontro con i sindaci per portare alla Regione una proposta  concertata e per metterla in mora per l’assenza del Consiglio delle autonomie>>.
Sulla proposta della senatrice Poli Bortone si è pronunciata favorevolmente la vice presidente della Regione e consigliera provinciale Loredana Capone. <<La scelta di ragionare come territori sul Piano di riordino sanitario è condivisibile – ha affermato Loredana Capone – ed è pure condivisibile che la Provincia sia la sede giusta per gli approfondimenti sul Piano e sul programma di riorganizzazione ospedaliera da realizzare in Puglia. Il confronto sarà utile per tutti>>.

Il capogruppo del Pd Cosimo Durante, ha chiesto una seduta monotematica del  Consiglio provinciale per approfondire tutte le problematiche ed offrire una proposta concreta al Governo regionale. <<Con questo piano si potrà procedere alla riqualificazione del servizio sanitario in Puglia. Un apposito consiglio ci permetterebbe di riflettere meglio sui contenuti e di dare il nostro contributo. La concertazione andava fatta  in maniera più puntuale, il diritto alla salute è sacrosanto perciò un approfondimento sulle varie problematiche può essere molto>>.

Prima del voto ha tirato le conclusioni il presidente Antonio Gabellone.  << La Provincia può essere propositiva – ha dichiarato Gabellone – deve avere la capacità di mettere a regime il territorio con una proposta. L’ordine del giorno del Consiglio provinciale va proprio nella direzione di chiedere ascolto. Nel dibattito si sta cercando di far passare la linea che il piano di riordino sanitario sia legata alla imposizione del Governo rispetto al piano di rientro finanziario. Non perdiamoci in questa discussione, siamo un’istituzione  sovracomunale che può svolgere un ruolo di raccordo e di sintesi, perciò  sottoscrivo la proposta contenuta nell’ordine del giorno. Potremmo arrivare ad un incontro con il presidente Vendola con l’assessore regionale per far comprendere che c’è la necessità di garantire un livello di qualità dell’offerta sanitaria. Possiamo creare un raccordo con i sindaci in cui si trovano i presidi ospedalieri  e dei comuni  limitrofi per formulare una nostra proposta per il piano di riordino ospedaliero. Attiveremo gli incontri con i sindaci  per giungere all’incontro con Vendola una con proposta univoca e condivisa>>.

L’ordine del giorno è stato votato all’unanimità.
Al momento del voto si sono assentate, per motivi legate ai loro ruoli istituzionali, la senatrice Poli Bortone e la vice presidente della Regione Loredana Capone.

L’ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri di opposizione, primo firmatario Cosimo Durante, in merito a ‘Intervento di sostegno ai lavoratori della Provincia di Lecce – stabilizzati’, è stato respinto a maggioranza (17 voti contrari e 4 favorevoli).

Il presidente Gabellone, sulla vicenda degli ‘stabilizzati’, ha dichiarato:  <<I lavoratori in questione sono al loro posto, non hanno interrotto il lavoro, non ci sono stati licenziamenti. Non disconosciamo le loro capacità professionali. Comprendo che chi è stato assessore della vecchia maggioranza, avendo proceduto alla loro stabilizzazione, oggi dica che gli atti sono legittimi. Vi è stato un momento, però, in cui questa amministrazione doveva assumersi le responsabilità di procedimenti che non aveva posto in essere in quanto il Ministero aveva fatto conoscere il mancato rispetto nella normativa. Stiamo tentando di realizzare un percorso che dia tranquillità all’ente, in modo che questa vicenda non procuri danni a nessuno e che i lavoratori possano rimanere al loro posto. Questa nostra posizione è stata riconosciuta anche dai sindacati con cui la Provincia andrà a confrontarsi prima di qualsiasi altra decisione. Questa è la volontà dell’Amministrazione che sta vivendo la vicenda con imparzialità. Credo, pertanto, che la procedura in atto non si possa sospendere, aspettiamo le conclusioni del percorso che abbiamo avviato. Oggi non è opportuno aggiungere altro>>.

Nel loro intervento Loredana Capone e Adriana Poli Bortone avevano chiesto al presidente Gabellone di fare un passo indietro, definendo il provvedimento contrario all’interesse pubblico oltre che dannoso per i lavoratori interessati.

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Con 19 voti favorevoli ed 1 astenuto (Loredana Capone), il Consiglio Provinciale ha approvato la delibera di indirizzi per la pianificazione provinciale riguardante la realizzazione di impianti da fonti energetiche alternative – impianti a biomasse.

L’esecutivo provinciale, dopo una discussione di merito, che ha visto coinvolte tutte le forze politiche presenti a Palazzo dei Celestini, con la deliberazione di indirizzo approvata,  sollecita – anche alla luce della richiesta di delega delle competenze per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili – la Regione Puglia e lo Stato, nei limiti delle rispettive competenze: – ad emanare ulteriori strumenti normativi che disciplinano l’installazione degli impianti di produzione di energia alimentati a biomasse, applicando a tutto il territorio il vincolo di un approvvigionamento in via esclusiva con biomassa prodotta in loco, privilegiando, di conseguenza, impianti di piccola taglia; – a fissare con una apposita legge nuovi limiti di emissione per tali impianti; – a emanare apposita norma per la riduzione della produzione di energia elettrica da fonti convenzionali; – a subordinare il rilascio di ciascuna delle autorizzazioni a produrre energia alla effettiva e comprovata produzione nei limiti dei terreni interessati dalla filiera corta; – a subordinare, altresì, il rilascio dell’autorizzazione unica alla produzione di energia elettrica da biomasse al recupero effettivo dell’energia termica non convertita in energia elettrica; – a delegare alle Province la competenza al rilascio dell’autorizzazione unica; – a tenere conto delle istanze per un aggiornamento delle linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Il Consiglio Provinciale, infine, ha approvato all’unanimità, l’ordine del giorno proposto dal consigliere Gianfreda in merito all’ex Convitto Palmieri – revoca comodato d’uso del primo piano all’Università del Salento.

Con tale documento il “Consiglio Provinciale: – invita il presidente e la Giunta provinciale a mettere in atto tutti gli adempimenti istituzionali necessari per recedere dal comodato d’uso del primo piano dell’ex Convitto Palmieri all’Università del Salento; – a   concordare, in un secondo tempo, con l’Università del Salento la possibilità di offrire in comodato d’uso alla stessa un altro immobile di proprietà provinciale”.

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