Ieri mattina il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di  Lecce, ha arrestato Massimo Calò, trentottenne del posto, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Grazie alle segnalazioni ricevute dai vicini di casa del palazzo in via Bernardini in cui abitava, le forze dell’ordine hanno potuto avviare le indagini ed individuare il luogo esatto dove avveniva l’attività di spaccio, appurando di persona l’insolito via vai di individui anche non del posto, con evidenti caratteri somatici tipici di chi fa uso di sostanza stupefacente.

 

In alcune circostanze ne hanno fermato anche qualcuno per dare concretezza al sospetto di attività di spaccio che si stava verificando. Avutane la certezza, ieri mattina, gli operanti hanno proceduto, previo procurarsi uno stratagemma che consentisse di superare l’atteggiamento oltremodo sospettoso e guardingo dell’attuale arrestato e dei suoi conviventi, a perquisizione domiciliare. Quando i militari si sono presentati all’ingresso ad aprire è venuta la compagna che non appena si è resa conto di cosa stava accadendo si è scagliata sugli operanti bloccandone per qualche attimo l’accesso ed ha preso ad urlare, sicuramente secondo un copione già concordato, per attirare l’attenzione dell’uomo rimasto in casa, il quale, però, non è riuscito a disfarsi di tutto lo stupefacente che aveva con se.

Quando i militari sono entrati aveva ancora in mano una dose di eroina e la corrispondenza, per modalità di confezionamento e qualità, in tutto identica alle altre dosi sequestrate nel corso del servizio di osservazione, ha fatto si che potesse essere un valido lascia passare per incastrare Calò.