E’ il Bari a conquistare il derby; lo fa mettendo a segno un bel gol con Okaka e giovandosi di qualche superficialità offensiva dei giallorossi. Lecce anche a due facce: primo tempo abbastanza passabile ma giocato sui singoli, ripresa in tono minore. Più equilibrato il Bari, più compatto, e quando si è trattato di colpire non ha sbagliato.

De Canio manda in campo l’ennesima formazione inedita: Tomovic con Fabiano, Chevanton con Ofere in attacco. Il Bari fa la conta dei superstiti e . . . incrocia le dita. L’avvio è di marca giallorossa; due consecutivi calci d’angolo insidiosi certificano che il Bari accorcia in retrovia per proteggersi; ma Olivera ha il destro scalibrato, dosa male i lanci e spedisce fuori misura una palla assai invitante: è l’aria del derby, evidentemente!
Il Lecce non aggredisce come ci si aspetterebbe, cerca la manovra, ma soprattutto la testa di Ofere con lunghi lanci. Aspetta anche le piroette di Chevanton che però inventa poco. Rosati prende il tempo a Caputo, è il 28°, e sul ribaltamento a Ofere non riesce la finalizzazione vincente su un prezioso taglio verticale di Chevanton. Come sta andando questo derby? Considerate le molte assenze che ne hanno decimato il tasso tecnico si può essere abbastanza soddisfatti per lo zero a zero che avanza e che accompagnerà le squadre all’intervallo con la benedizione di Chevanton che, liberato da un retropassaggio suicida, litiga con la palla vanificando la ghiotta opportunità.
Quando il gioco riprende, la tonalità non cambia di molto e neanche lo spartito anche se il baricentro dei giallorossi tende ad abbassarsi: Piatti esegue scolasticamente il compitino senza accendere bagliori di classe; E’ l’aria del derby, si dirà! Okaka al posto di Caputo per muscolarizzare l’attacco biancorosso e tentare il colpo grosso. Chissà se è sempre l’aria del derby a far partire gli idranti a pioggia sulle due aree di rigore! Ma la vera doccia fredda arriva al 32°:Il sinistro di Okaka non lascia scampo all’incredulo Rosati, Bari in vantaggio; Ventura ha azzeccato la mossa vincente!
L’assalto finale si infittisce di colpi proibiti: mischie, spinte, trattenute  e qualche colpo basso che Tagliavento cerca di contenere a colpi di fischietto e di cartellini; il rosso è per Giacomazzi a partita quasi conclusa.
In estrema sintesi si può affermare che il derby è tutto in quel gol di Okaka che regala i tre punti al Bari. Il Lecce non ha deluso del tutto, anzi, ma per vincere occorreva qualcosa in più. Per esempio un secondo tempo più intenso e qualche iniziativa di gruppo, non individuale!

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