Il caso editoriale del 2003, il Codice da Vinci, fu un romanzetto non del tutto scevro d’inesattezze, carente sotto il profilo storico, pregno di leziose e ridondanti speculazioni di carattere esoterico che i lettori di Micheal Baigent, Richard Leight, Henry Lincoln conoscevano già da tempo (ma anche i lettori del misconosciuto “La Rivelazione dei Templari” di Picknett e Prince).

Ebbe, se non altro, il merito di catalizzare ancora una volta l’attenzione dei media su una tra le più famose opere che il genio raro e immortale di Leonardo ha regalato all’umanità: l’affresco del Cenacolo (che forse sarebbe meglio definire “non affresco”, per il modo e la tecnica con il quale fu realizzato).
A causa delle molte vicissitudini che ne hanno segnato la storia (scampato ad un bombardamento, ai Francesi, ad un processo di inarrestabile degrado che già il Vasari annotava, alla stupidità dei Domenicani) è quest’affresco fortemente impresso nella memoria collettiva.
Il dipinto cattura, al contrario di quanto ci si aspetterebbe da una raffigurazione dell’Ultima Cena, non il momento della Transustanziazione, la conseguente istituzione dell’Eucarestia, bensì la premonizione del tradimento, l’incredula e dinamica reazione dei discepoli.
La rivelazione di Dan Brown che in una delle figure potesse celarsi Maria Maddalena, aveva suscitato poi grande attenzione.
Disseminando una serie indizi inutili (che mai hanno trovato conferma) lo scrittore americano lasciava in realtà forte il dubbio (la certezza?) che il tutto potesse trattarsi esclusivamente di un’eccellente e macchinosa trovata commerciale.
A distanza di sette anni, il libro di Giovanni Maria Pala e Loredana Mazzarella riporta all’attenzione il capolavoro di Leonardo, rendendo giustizia alla figura del grande genio rinascimentale e restituendo l’artista e l’eccellente uomo d’ingegno che veramente fu.
Ci troviamo di fronte all’indagine seria condotta da un musicista e informatico: le teorie di Giovanni Maria Pala e di Loredana Mazzarella sono avvallate e ritenute plausibili dal celebre prof. Alessandro Vezzosi, noto studioso di Leonardo, autorità in campo internazionale.
Cosa rivela di nuovo “Leonardo da Vinci’s Musica Gifts & Jewish Connections”?.
Leonardo fu, tra le altre cose, musicista: “Raro sonatore di lira” lo definivano i contemporanei. Partendo dall’assunto che “alla proporzione consegue armonia, e quest’ultima è una componente fondamentale della musica” l’autore è giunto alla sensazionale intuizione che il dipinto potesse contenere al suo interno un codice (una firma) un vero e proprio tema musicale di senso compiuto.
L’eccezionale scoperta ha suscitato grande clamore nella comunità internazionale. Ha dunque avuto inizio l’indagine che conduce il lettore alla scoperta di nuove rivelazioni sul genio fiorentino del XIII secolo.
Leonardo da Vinci’s Musical Gift and Jewish Connections è l’appassionata indagine di uno studioso e musicista. Un saggio interessante e ben documentato che non mancherà di catturare l’attenzione di appassionati d’arte, musicisti ed estimatori del più grande genio del Rinascimento.
Questo libro è la versione inglese (riveduta e corretta, largamente ampliata) del precedente “La musica rivelata”.
V’invito a visitare il sito ufficiale dello scrittore Giovanni Pala per ulteriori informazioni:

http://www.sunibbaru.com/

 

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