Venerdì è arrivato il comunicato che confermava le voci dei giorni precedenti: 8 giocatori sono stati reintegrati nella rosa della Virtus: Calabro, Caracciolo, Aragao, Galdean, Leopizzi, Bonaffini, De Toma e Galetti (al gruppo si è poi aggiunto anche Tafani) tonano in gruppo

mentre la conduzione tecnica viene momentaneamente affidata al capitano Calabro che sarà coadiuvato da Caracciolo.
Ieri è invece apparsa sul sito ufficiale della Virtus una lettera a cuore a perto del presidente Paride De Masi, autore del terremoto che ha investito il Casarano in settimana: una lettera in cui prova a spiegare le ragioni delle proprie drastiche e poco comprensibili scelte.
Le parole d’ordine sono “Nuovo corso”, ma anche “valorizzazione del patrimonio, attaccamento alla maglia, determinazione, sacrificio, unione di intenti e di obiettivi”.
A dir la verità le righe vergate dal presidente rossoazzurro non tolgono dal campo le perplessità che l’epurazione di lunedì ha suscitato; anzi le motivazioni addotte da De Masi lasciano intatte alcune clamorose contraddizioni di fondo.
“Ho voluto dare una scossa forte a tutto l’ambiente”, e ci è riuscito benissimo. “Ho voluto ristabilire i veri criteri su cui si basa una Società sportiva con la S maiuscola e ho riportato sulla terra anche chi pensava che a Casarano poteva prendere senza dare, quasi in maniera immorale, fuori da qualsiasi etica e contesto…”.
Insomma per De Masi c’era qualche elemento di troppo che pensava solo a prendere lo stipendio senza ripagare adeguatamente sul campo. Bisogna però mettersi d’accordo su cosa voglia dire ripagare sul campo. Se l’impegno si misura esclusivamente con le vittorie, allora siamo fuori strada, perché nel calcio come in qualsiasi altro sport esistono gli avversari e quindi la sconfitta, che può cogliere anche chi ha versato l’ultima goccia di sudore disponibile. Difficile poi chiedere a dei semiprofessionisti che vivono di calcio di restare sul pezzo rimproverandoli di pensare solo allo stipendio se poi  quello stipendio non arriva per mesi, come risulterebbe da diverse voci vicine allo spogliatoio Virtus.
Il punto economico infatti resta centrale nella vicenda, checcché ne dica De Masi. L’evocazione della crisi economica ne è la testimnianza:  “La situazione, sotto il profilo economico e sociale, è la più difficile degli ultimi ottanta anni, con la disperazione di famiglie che non arrivano alla fine del mese o addirittura il mese non lo iniziano nemmeno perché, senza lavoro, non sanno veramente come fare….allora non si poteva continuare facendo finta che tutto il contesto non ci riguardasse e che addirittura la fede dimostrata in ogni giornata in casa, ma soprattutto in ogni trasferta dai nostri tifosi, si potesse mortificare sull’altare di un menefreghismo di una squadra del ” tanto a me tocca tutto lo stesso”.
Con un po’ di ipocrisia ed un po’ di buonismo a buon  mercato, De Masi cerca di mettere sullo stesso piano la passione dei tifoi, sicuramente encomiabile, e il lavoro dei calciatori, con i loro contratti, liberametne firmati anche dalla società, e con i loro diritti (sarebbero quell'”a me tocca tutto lo stesso”).
“Ho voluto tirare un ceffone forte, ho voluto risvegliare le coscienze di tutti……e ho già ricevuto i primi risultati…Chi ha dimostrato di tenerci veramente l’ho fatto rientrare, stabilendo drastici tagli di ingaggio e di rimborso, riportando alla normalità le distorsioni che c’erano e che per i motivi di cui ho detto non potevano più essere sopportate.
Ho riportato tutti insomma dallo stato confusionale, all’approvazione di una carta dei valori che dovrà ispirare il presente e il futuro della più importante struttura aggregativa e di marketing della città”. Secondo De Masi dunque è una questione di coscienza da “risvegliare”, e i “drastici tagli di ingaggio” sono una forma di espiazione del peccato di superbia.
Detto prosaicamente è una forma di ridimensionamento in corsa, un taglio di costi evitato ad inizio stagione ed evidentemente non più procrastinabile, alla faccia della programmazione.
Ma guai a parlare di disimpegno, per De Masi le vere motivazioni sono “assolutamente lontane da qualsiasi disimpegno o voglia di rompere il giocattolo Virtus…anzi!”.
Resta in piedi la gigantesca contraddizione tra l’obiettivo, che a detta di De Masi resta la vittoria (a questo punto non si sa di quale campionato) e quindi il salto di categoria, e l’impellente necessità di limitare i costi.
“con il consenso di tutti i collaboratori Virtus ho avviato un “Nuovo corso””, che ha come prima tappa la sfida interna con il Pisticci da affrontare con una rosa dimezzata, farcita di under con Gianluca Martina (tecnico della Juniores) a guidare i rossoazzurri dalla panchina.
Speriamo che si impegnino.

 

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