Le ultime verifiche effettuate dai carabinieri della compagnia di Campi salentina, al comando del Capitano Simone Puglisi, volti alla prevenzione delle stragi del sabato sera, hanno portato al ritiro di 3 patenti e ad una denuncia  per simulazione di reato. In particolare a Campi e a Veglie

due giovani si sono visti ritirare il documento di guida in quanto colti con un tasso alcoolemico rispettivamente di  0,64 e 0,69 gr/l, in assoluto superiore al massimo consentito ma comunque nei limiti delle violazioni di tipo solo amministrativo; per loro è scattata anche la segnalazione all’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Lecce.
Nel caso di Leverano, invece, le cose sono andate peggio al conduttore (classe 1983): fermato per un normale controllo. Impietoso il responso dell’etilometro, il cui display ha visualizzato un tasso di ben 1,30 g/l (si badi che oltre l’1,50 possono scattare il sequestro del veicolo e la sua confisca), con accertata infrazione di tipo penale e conseguente denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.
In comune, in tutti i casi, l’utilizzo di vetture utilitarie, la fascia oraria (prime ore notturne) e quella anagrafica, essendo i conducenti di età compresa tra i 26 e i 28 anni.

E a proposito di procedimenti giudiziari, ha del curioso l’episodio che ha interessato i Carabinieri della Stazione di Leverano.

Il venticinquenne M.G. si era presentato in caserma denunciando di aver subito tre giorni prima una rapina: autori, a suo dire, due giovani che gli si erano avvicinati per strada, a bordo di un’Alfa 147, nella prima serata.

Dall’abitacolo uno dei due gli avrebbe imposto di consegnargli il denaro che aveva con sé e, per esser più convincente, lo avrebbe minacciato con la canna di un fucile; a quel punto M.G. gli avrebbe consegnato 2000 euro.

La versione dell’uomo, però, non ha convinto gli investigatori.

“Curioso” che avesse formalizzato la denuncia dopo un ampio lasso di tempo, e ancora di più che non risultassero chiamate d’intervento o d’aiuto al “112”.

E così, nel giro di neanche 24 ore, una serie di rapida accertamenti ha indotto i militari a mettere alle strette il denunciante che, infine, è caduto sotto il peso delle incongruenze della sua versione, ammettendo di aver inventato tutto per giustificare un ammanco sul proprio conto corrente.

Intanto, per lui è scattata la denuncia per simulazione di reato.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

15 − tredici =