L’Italia continua ad invecchiare: ogni 10 anni raddoppia il numero delle persone che raggiungono i 100 anni d’età. Il segreto che assicura una vecchiaia serena sembrerebbe consistere in una vita sana, attiva, ricca di interessi e di affetti, una sana e bilanciata alimentazione e una costante attività fisica.

Se lo stile di vita è importante, fondamentale è, però, il passaporto genetico. Chi ha parenti centenari ha buone probabilità di vivere più a lungo, di non ammalarsi di cancro e di non soffrire di patologie cardiache. L’importanza dei geni è confermata anche dalla storia delle “capitali della longevità” nel mondo: Okinawa, Sardegna, Islanda, isole felici in cui i bassi livelli di immigrazione hanno preservato il patrimonio genetico originario degli abitanti. E infatti, l’uomo più vecchio al mondo, attualmente, secondo il “World record del guinness dei primati”, è Antonio Todde, un arzillo nonnino sardo di 112 anni che vive a Tiana (Nu), piccolo centro del Gennargentu. In Europa invece, il primato per il maggior numero di “over 100” spetta alla Francia, dove in un secolo i “supernonni” aumentano di 750 volte, mentre ultimi della classifica mondiale risultano i paesi tropicali, ancora indietro rispetto ai più industrializzati. Questo dimostra che anche il fattore economico ha rilevanza primaria.
Quindi, il miglioramento dello stile di vita negli ultimi decenni e la sempre maggiore informazione in campo medico, con la diffusione della cultura della prevenzione e con la pratica in crescendo della dieta mediterranea, sono i principali segreti dell’aumento dell’età media della vita: non a caso dal 2001 al 2011, il numero degli ultracentenari è triplicato, da circa 5.600 individui a 16.000. Negli ultimi dieci anni, rileva l’Istat, la percentuale di individui di 65 anni e oltre è aumentata del 18,4% nel 2001 al 20,3% nel 2011. Nello stesso periodo il numero dei ragazzi fino a  14 anni è aumentato di circa 348.000 unità. Per quanto concerne la popolazione di 85 anni e oltre,  un decennio fa i “grandi vecchi” erano 1.234.000, pari al 2,2% del totale. Oggi la percentuale è del 2,8%, pari a 1.675.000 unità, con una quantità maggiore, a partire dai 65 anni, di donne rispetto agli uomini, le quali, è risaputo, vivono mediamente più a lungo. Facile capire che se l’Italia invecchia, continua a crescere l’età media della popolazione: da 41,7 anni nel 2001 a 43,5 nel 2011. La Liguria detiene il primato della più alta età media della popolazione (47,7 anni) ed è anche la regione con la più alta percentuale di ultra65nni (26,7%). Seguono il Friuli- Venezia Giulia, la Toscana e il Piemonte. Il Mezzogiorno è più giovane: in Campania, seguita da Sicilia e Puglia, l’età media è di 40,3 anni, con il 16,2% di individui con più di 65 anni. 

Maura Corrado

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