Più che contestare l’atteggiamento della Regione in materia di rinnovabili Palese farebbe bene a prendersela con il Governo nazionale che, nella più assoluta inerzia, prima non ha legiferato per anni  costringendo la Regione a farlo e poi ha impugnato le leggi regionali davanti alla Consulta.

Palese parla di deregulation della Regione facendo finta di dimenticare che il Governo ha eliminato le tutele che la Regione Puglia aveva voluto per il suo territorio.
Palese parla soprattutto senza cognizione di causa e diffonde sui media dati completamente inventati. Per questo mi preme precisare che i 400mila megawatt di autorizzazioni inevase che ci fornisce oggi è completamente falso nell’ordine degli zeri.
Palese farebbe bene invece a stimolare il governo nazionale perché definisca le quote di energia ed eserciti un maggiore controllo sugli incentivi oggi assolutamente carente. Questo Governo concede gli incentivi più alti del mondo con scarso controllo e con errori di direzione. Meglio sarebbe stato infatti se avesse pensato da subito ad incentivare il solare sui tetti come ha fatto la Francia.
Infine vorrei rassicurare Palese sul disegno di legge regionale. Oggi la Giunta ha preso importanti decisioni su quel provvedimento, decisioni che sono state comunicate alla stampa: il ddl che riguarderà l’Anagrafe delle Dia, sarà portato in Giunta lunedì.
Infine, invitiamo Palese ad evitare atteggiamenti schizofrenici: si lamenta quando facciamo concertazione e si lamenta quando non la facciamo.
Al consigliere Curto vorrei invece dire che le linee guida regionali in materia di rinnovabili sono state le prime approvate in Italia ed anche con un Regolamento d’urgenza, a differenza di quanto hanno fatto altre Regioni attraverso delibere di giunta. Si tratta di un provvedimento tecnico e complesso che mal si presta ad essere adottato tramite legge.
Con una legge invece sarà affrontato il tema del riordino complessivo della disciplina sulle rinnovabili sempre che il governo nazionale che è campione di inerzia metta le Regioni in condizioni di emanare norme che superino il vaglio della Corte Costituzionale.

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