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Erano  armati di pistola, lo hanno sorpreso all’esterno della sua casa di campagna, in località Capitano, a Melendugno, ed hanno premuto il grilletto più volte. Quattro colpi, forse più, che lo hanno raggiunto agli arti inferiori ed al polso.

Un vero e proprio agguato quello in cui è caduto, nel primo pomeriggio, Daniele Balloi, 28enne, sardo d’origine, residente nel comune della Grecìa salentina. Il ragazzo, nipote di Antonio Balloi, pastore sardo, balzato alle cronache nazionali per il sequestro di Esteranne Ricca nel lontano ’88 ed implicato nella strage della Grottella, di Copertino, e per l’attentato fallito alla Questura di Lecce, si trova ricoverato nel reparto di ortopedia del Vito Fazzi. Ne avrà per 40 giorni.

Daniele Balloi si trovava nella sua casa rustica, per alcuni lavori di ristrutturazione, che sorge a pochi passi dalla masseria Capitano, di proprietà del padre Michelangelo. In due, secondo una prima ricostruzione dei fatti, lo avrebbero avvicinato e ferito a colpi di pistola, proprio davanti all’ingresso dell’abitazione. Tre proiettili lo hanno raggiunto alla gamba, mentre uno al polso, forse nel tentativo di proteggersi. Dunque, i sicari, che si sarebbero espressi in napoletano, si sono allontanati a bordo di un’auto nera, probabilmente una Fiat Panda. Gli spari sono stati sentiti da alcuni operai, che si trovavano alle spalle della struttura, intenti ad accudire alcuni animali. Sono stati loro a dare l’allarme al 118 alle 17.09.

Sul posto sono subito accorsi i medici del pronto soccorso, che hanno caricato il ragazzo in ambulanza, partendo con codice rosso alla volta di Lecce. Dei fatti sono poi stati informate le forze dell’ordine. I carabinieri del nucleo operativo di Lecce, i colleghi della stazione di Melendugno e di Calimera, hanno immediatamente raggiunto il luogo dell’agguato, provvedendo ad isolare la zona. Poco dopo, è giunto il personale della scientifica, che ha provveduto ad effettuare i rilievi, a recuperare i bossoli, 5 calibro 45, due ogive, a repertare diverse tracce ematiche ed a passare al setaccio abitazione ed auto della vittima.

Il 25enne, volto sconosciuto alle forze dell’ordine, ai militari avrebbe riferito che, all’origine dell’agguato, potrebbero esserci problemi a causa di un’invasione di terreno del suo pascolo. I carabinieri hanno ascoltato testimoni e vittima, avviando le indagini. Nella stessa masseria, pochi giorni dopo la strage della Grottella, furono ritrovate l’Alfa 164 e la Saab, usate per l’assalto al portavalori.

 

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