Forse gli ascoltatori di Mondoradio si aspettavano una puntata sul Ruby Gate; come non parlarne, vista la risonanza che questa “notizia” sta avendo dentro e fuori i confini nazionali. Invece, il conduttore di Fatti e opinioni ha spiazzato il pubblico dedicando il consueto spazio settimanale

dell’informazione ad un tema che, essendo una buona notizia, non fa notizia: l’anno europeo del volontariato.
Nonostante i volontari siano più di 100 milioni in Europa e il Rapporto Italia di Eurispes, che sarà pubblicato il prossimo febbraio (a Mondoradio ne parleremo anticipatamente Martedì prossimo) dice che nella fiducia degli italiani il volontariato è al primo posto, con il 79% delle preferenze, prima ancora del Presidente Napolitano, delle Forze dell’ordine, della scuola e della Chiesa, la loro mission viene continuamente messa alla prova da egoismi e derive economiste che tentano di minare il sentimento di reciprocità che ne è il fondamento.
D’altronde Papa Benedetto XVI° nella sua Enciclica “Caritas in Veritate” ma ormai buona parte degli economisti (quelli più attenti ad un capitalismo più etico) sottolineano l’importanza di non lasciare che il mercato domini, con le sue logiche, la vita dell’uomo, pena la frattura del senso comunitario che ha fatto da collante nel mantenimento delle società. Luigi Russo ne è convinto: “il Terzo settore può innovare l’economia, interviene nei rapporti tra mercato e istituzioni mantenendone l’equilibrio”. Qual è, dunque, il senso dell’anno europeo del volontariato? Tra gli obiettivi, chiariti sia dal presidente Csvnet Marco Granelli, sia dalla referente dei Csv nazionali a Bruxelles, Stefania Macchioni c’è quello di attrarre sempre più persone al meraviglioso mondo del volontariato, (si punta a raddoppiarne il numero) che, se da una parte richiede impegno dall’altra ricambia in maniera esponenziale con la creazione di un’identità personale che supera la concezione individualistica completandosi nell’altro da sé. Saranno centinaia le attività, i progetti, gli eventi sia a livello nazionale che comunitario. È previsto un road show che toccherà tutti i 27 Stati membri, a cominciare dal Belgio e in cui volontari provenienti da tutta l’Unione, presenteranno le loro esperienze e incontreranno politici e cittadini. In Italia questo Tour è previsto è previsto dall’8 al 14 Luglio. Una delle tante iniziative sarà la creazione di servizi giornalistici audio e video realizzati da 27 reporter volontari sull’attività di 54 organizzazioni di volontari. A fine 2011 questi contenuti confluiranno in un documentario di qualità adatto alla trasmissione televisiva. Ma perché allora, se questo mondo è così vivo, fatica ad attrarre i giovani e le istituzioni? Perché se i volontari denunciano, propongono, sollecitano e stimolano il cambiamento culturale, spesso vengono attaccati dai politici? A queste domande hanno risposto Daniele Ferrocino, il presidente regionale del Forum Terzo settore e Donato Melcarne, un assessore del Comune di Alessano, ospite in studio e impegnato in un’associazione che si occupa di disabilità: “perché il volontariato a volte è scomodo, rivela certe verità, è più vicino ai bisogni dei cittadini di quanto non lo sia la politica, che anziché facilitarne il lavoro, taglia loro le risorse, come è avvenuto per il 5 per mille, ridotto a 3,75 per mille”. I giovani, poi, come sottolinea Valentina Valente, responsabile della ricerca per il Csv Salento sono troppo impegnati a cercare la loro strada: “la ricerca continua e difficile di un lavoro e la precarietà non aiutano il volontariato, ma nel Salento non possiamo lamentarci, siamo in 19.000; è un volontariato di cittadinanza, che si occupa a 360° della persona. In tutta la Puglia siamo in 90.000, distribuiti in 2063 associazioni”. La vera sfida, però rimane non solo farsi ascoltare dalla politica, ma riuscire nel grande sforzo di fare rete, di congregare alcune associazioni. Solo così il volontariato farà la differenza.