Partecipazione e commozione durante la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai deportati ed internati dei lager nazisti. Si è svolta questa mattina alla Prefettura di Lecce ed in presenza del Ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto

che ha consegnato le 33 onorificenze previste di cui 2 al valor civile.

Hanno preso parte alle premiazioni anche il Prefetto di Lecce Mario Tafaro, la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ed il sindaco Paolo Perrone. Erano presenti inoltre le alte autorità militari e 8 dei menzionati ancora in vita. “Per non dimenticare” è lo slogan che da qualche decennio accompagna queste cerimonie e che ha portato all’istituzione di una giornata della Memoria, il 27 gennaio data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz,  in commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

“Un evento importante quello del ricordo delle vittime della guerra, ha commentato il Prefetto Tafaro, ma altrettanto importante sarebbe ricordarle ogni giorno, in onore dei sacrifici dei nostri concittadini e per scongiurare altre sciagure come l’Olocauso”. Straziante il ricordo di alcuni dei presenti che, a distanza di oltre mezzo secolo, conservano vivo il ricordo delle brutture e degli stenti vissuti in quegli anni. Ha ricordato le miniere di carbone in cui era costretto a lavorare in Germania, Cosimo Perrone di Campi Salentina, e l’essere sopravvissuto per mesi mangiando solo verdura selvatica, mentre Domenico Nestola di Copertino si è commosso al pensiero che ancora altre generazioni di giovani potrebbero rivivere gli orrori della guerra.

Nel corso della cerimonia sono state consegnate anche due medaglie al valor civile a due ragazzi, Giuseppe Gemma e Andrea Stomeo, rispettivamente classe 1985 e 1989; due giovani laureandi che, rischiando la vita, hanno tratto in salvo un anziano che rischiava l’annegamento sulle spiagge di Torre dell’Orso. Storie di ieri e di oggi che si intersecano, proiettate all’aiuto e al sostegno del prossimo.

Tra i premiati c’è stato anche il gallipolino Antonio Macchitella, accompagnato dal sindaco Giuseppe Venneri, che ha rilasciato questo commento. “Una cerimonia doverosa per tributare, da parte delle Istituzioni, l’affettuosa vicinanza verso quanti hanno subito le angherie e le barbarie di un periodo buio ed oscuro, che merita unanime condanna. La Città di Gallipoli dal canto suo è fiera ed orgogliosa che uno dei suoi cittadini sia stato insignito di un riconoscimento così prestigioso, ad ulteriore testimonianza delle qualità umane e morali della nostra gente”.

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