Comincia con la relazione dell’assessore alla sanità, Tommaso Fiore, la riunione congiunta della prima e della terza (sanità) commissione. (bilancio e sanità).
Oggi sarà dato il via libera al Piano di rientro sanitario che approderà in aula consiliare giovedì e venerdì prossimi (3 e 4 febbraio).

Il documento è il frutto di negoziati ormai noti della Regione Puglia con il Governo nazionale che hanno portato all’accordo sui tagli di 2200 posti letto e la riconversione di 19 ospedali pugliesi.
L’assessore ha ribadito che alcune parti del Piano sono già in vigore: il blocco del turn over del personale sanitario e il ticket di 1 euro sulle ricette.
Gli accorgimenti previsti dal Piano consentiranno alla Regione Puglia di ridurre la spesa e acquisire maggiori entrate, per intraprendere un cammino virtuoso che da una parte garantisca lo sblocco dei 500 milioni del riparto del Fondo sanitario nazionale e dall’altra di porre in essere una serie di attività di monotiraggio per avere sempre, in tempo reale, le condizioni di salute del sistema sanitario pugliese.
In particolare sulle questioni dei controlli sarà attivo costantemente un monitoraggio on line attraverso due cabine di regia una che registra le uscite necessarie nel settore  e l’altra, la spesa  in conto capitale. Oltre al monitoraggio di tutto il personale delle Asl.
L’assessore ha annunciato un emendamento con il quale si potranno rendere più snelle le riconversioni degli ospedali. La procedura per la costituzione de una Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) per esempio, nella norma prevede tempi che si aggirano intono ai sei mesi, con una conversione più veloce che da per acquiti una serie di qualità richieste per legge, può compiere il suo percorso anche in un mese.

Dopo la relazione dell’assessore Fiore è iniziato l’esame del Piano.

Ore 14.16 Sì al Piano di Rientro in III e I commissione

La III e la I commissione, in seduta congiunta, hanno approvato a maggioranza, con l’astensione dell’Udc, il disegno di legge “Approvazione Piano di Rientro Regione Puglia 2010-2012”.
Rocco Palese, ha spiegato così il voto contrario dell’opposizione di centrodestra: “Pur nell’impegno a contribuire con la massima responsabilità ed escludendo qualsiasi tipo di ostruzionismo, suddividerei la questione in due aspetti: c’è un problema di rispetto di adempimenti e l’aspetto politico della questione. Voteremo contro questo Piano perché, pur avendolo sollecitato da molto tempo, noi lo avremmo presentato in maniera diversa con severi controlli della spesa, con un’attenzione particolare allo splafonamento della spesa farmaceutica, con l’attenta analisi degli acquisti di beni e servizi ingiustificati. Ci aspettavamo un nuovo modello organizzativo a recepimento delle iniziative legislative inerenti la programmazione sanitaria”.
D’accordo con questa impostazione anche il consigliere PdL Ignazio Zullo secondo cui “si rischia di dare a questo Piano un taglio burocratico-formale che non potenzia la prevenzione nel territorio”.
Con diversi toni, anche il centrosinistra ha posto l’accento sull’importanza della programmazione. Per il consigliere PD Pino Romano, infatti, “l’obiettivo è quello di darsi una governance perché non credo ci sia una specificità pugliese nei confronti del Piano di Rientro”.
Anche Patrizio Mazza (IDV) nel suo intervento rimarca l’assoluta esigenza di un modello, anche se aggiunge: “per risparmiare davvero dovremmo mettere in atto delle pratiche a dir poco rivoluzionarie. Il modello sarebbe quello di travasare gli ospedali nel territorio, ma il territorio non è pronto per svolgere questo ruolo”.
Più ottimista il capogruppo consiliare Udc, Salvatore Negro: “E’ vero che il territorio soffre per questo Piano di Rientro e ho pensato anch’io che questa ingerenza del Governo nazionale fosse un’esagerata invasione di campo però forse, questo momento può essere un’opportunità per rimodulare la spesa sanitaria”.
A conclusione, il consigliere regionale PdL-Fli Giammarco Surico ha sottolineato l’esigenza che la discussione sul piano di Rientro fosse affrontata in contemporanea con la discussione del Regolamento. “Il Piano di Rientro, infatti, è un atto dovuto – ha spiegato Surico – ma questo Consiglio doveva anche pronunciarsi in maniera forte e chiara sul riordino ospedaliero. La mancata discussione in contemporanea dei due provvedimenti, porta ad un dialogo schizofrenico. Il Piano di Rientro rimane un provvedimento tecnico-ragionieristico”.

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