Si, si può davvero affermare che il Lecce va a gonfie vele! Pensate: una sontuosa prestazione a Napoli nonostante un punto sacrosanto sia svanito quando gli spettatori guadagnavano le rampe di uscita dal S.Paolo,seguita, è vero, dallo sciagurato derby, ma poi la vittoria di Roma, il pari contro il Milan e quello di Firenze che al Lecce sta come un vestito stretto e corto.

Non c’è che dire; se non va a gonfie vele si va almeno a vele spiegate.
Adesso è necessario mantenere fermo il timone e proseguire, perchè tutto ciò che è stato fatto andrebbe a ramengo nel caso venisse meno la continuità. E’ facile pronosticare che se si è “fatta” la Lazio e quasi fatto il Milan  e la Fiorentina, del Cesena puoi fare un solo boccone. E no, cari amici, il calcio ignora la proprietà transitiva secondo cui se A batte B e B batte C, tra A e C non c’è partita per manifesta inferiorità; niente di meno attendibile, almeno nel calcio.
Il Cesena è avversario di tipo particolare; ne sanno qualcosa Inter e Milan che per venire a capo dei romagnoli hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie, rischiando molto. Il Cesena è frizzante, mai domo, abile nel ribaltare l’azione; a giudizio largamente condiviso gioca anche un bel calcio, ma questo è un altro discorso.
Se fosse possibile entrare nella testa dei calciatori giallorossi, incunearsi nei loro pensieri, selezionarli e plasmarli, sarebbe produttivo, io credo, svuotarla da ogni altro pensiero che non sia quello che il Cesena si chiama Milan o Lazio e gioca con magliette rossonere o viola. E’ chiaro il perchè? Perchè il pericolo più insidioso sta nel considerare il Cesena squadra da 19 punti e pertanto più debole del Lecce che di punti ne vanta ben uno in più.
Qui si annida il rischio; le partite, è fuor di dubbio, si decidono anche con gli episodi contingenti, ma quella cosa che passa sotto il bruttissimo termine di “approccio “alla partita, conta parecchio, spesso diventa decisiva.
Il Gigi ha scavato molto e molto seminato nella testa dei suoi ragazzi; Adesso il loro compito consiste nel non vanificare il lavoro del Gigi  insieme al proprio lavoro.