All’interno di casa Lecce si è impennato il livello di elettricità, si ritorna al livello di guardia. Le aperte critiche riguardanti in particolare le mosse effettuate dal tecnico nel corso del derby (leggi sostituzioni) espresse a microfoni spalancati dal presidente Semeraro, rappresentano indubbiamente un boccone poco digeribile per l’uomo di Matera, permeato di orgoglio, investito di un ruolo che egli, a torto o a ragione, ritiene “onnidecisionale”.

Sarà tuttavia il caso di tenere nella giusta considerazione che governare una squadra di una trentina di unità non è impresa agevole; se poi devi anche parare qualche bordata di fuoco amico . . . . .!
Quella di De Canio è diventata una posizione tremendamente scomoda ora che anche una sostanziosa fetta della tifoseria non vede più in lui il pilota ideale. Se il suo destino calcistico è legato ai risultati dei prossimi due o tre incontri (ma si tratta  di una mia ipotesi) le prospettive sono nebulose se non del tutto buie: Lazio e Fiorentina in trasferta con in mezzo la visita del Milan, concedono scarsi squarci di speranza.   Il calcio è imprevedibile, questo è vero, ma lo è fino ad un certo punto!
Quando maturano situazioni come quella attuale, vale a dire penultimo posto in classifica, è usanza consolidata che il tifoso individui nell’allenatore il responsabile unico del qu ale chiedere “la testa”: Arriva quindi il manifesto:”De Canio ABBANDE”.
Ma siamo sicuri che sia giusto così? L’unico responsabile della di gran lunga difesa più perforata è il tecnico? Ricade soltanto sulla sua responsabilità l’anemia (anoressia) realizzatrice dei giallorossi? E ancora: se la squadra evidenzia una palese fragilità caratteriale, in special modo nelle partite ad alta densità emozionale, ciò è imputabile al tecnico?
Se così è, allora il Manzoni, che fa dire a Don Abbondio che il coraggio chi non ce l’ha non può darselo, ha sbagliato di grosso! Io non sono, penso sia chiaro, il difensore d’ufficio di De canio; penso anzi che una discreta dose di questa situazione sia a lui imputabile, penso anche, tuttavia, che la scorciatoia del “De Canio ABBANDE” sia piuttosto il prodotto dello scoramento da sconfitta nel derby che, è fuor di dubbio, ancora brucia!

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