Comincia a sfoltirsi l’organico: Diamutene al Pesccara pagandogli una parte di ingaggio pur , diciamola così, di non averlo tra i piedi. L’operazione, si sa, era nell’aria da tempo. L’infortunio di Ofere è invece una brutta tegola: per il ragazzone, che era riuscito a farsi largo anche a suon di gol estromettendo di fatto Chevanton

dalla competizione per un posto da punta autentica, ma anche per il Gigi al quale viene a mancare l’unica vera alternativa a Corvia. Questo per dire che, mentre gli intenti della società erano orientati prevalentemente ad arricchire il pacchetto difensivo, ora si dovrà concretamente pensare ad un attaccante che preservi la squadra dal pericolo di dover giocare qualche partita senza punte.
Ma intanto si avvicina la trasferta di Firenze contro una Fiorentina che per carattere e dinamismo rassomiglia davvero poco al Milan. Non è più la Fiorentina battuta all’andata; il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo allenatore è stato alquanto lungo e tumultuoso, ma quasi compiuto: Ragazzi abituati al dialogo e alle cortesi e rispettose maniere di Prandelli si son ritrovati nello spogliatoio un Serbo che ha esordito col promettere “calci nel . . . sedere”. Non era facile adeguarsi ai nuovi rapporti e tanto meno adeguarsi al credo calcistico del nuovo tecnico mille anni luce distante dalla filosofia calcistica Prandelliana.
Ma da qualche settimana sono arrivati anche i risultati a dimostrazione che il processo di assimilazione è a buon punto. E’ una Fiorentina di “carattere”più che squisita sul piano estetico; una Fiorentina con qualche “martellatore” ma anche con raffinati palleggiatori, un buon mix dal quale il Lecce deve guardarsi con molta attenzione esattamente come si è visto contro il Milan. Ma è un avversario di tipo diverso, meno lezioso dei rossoneri quandanche meno ricco di qualità.
Quel che appare certo è che i viola non affronteranno l’impegno alla carlona; anche a Firenze, si suppone, sarà arrivata la notizia che con questo Lecce ci ha rimesso le pene la Lazio e mezza testa il Milan, per cui . . .

 

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